Il coraggio delle seconde possibilità

La storia di Serena e l’impegno quotidiano della Caritas diocesana di Nocera Inferiore-Sarno, diretta da don Enzo Di Nardi.
Don Enzo Di Nardi

Credere nelle seconde possibilità e adoperarsi per renderle concrete è il lavoro quotidiano della Caritas della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, guidata da don Vincenzo Di Nardi dall’agosto del 2020.

«Ogni giorno arrivano persone che cercano ascolto, conforto e aiuto – racconta il sacerdote –, dal lavoro che manca alle bollette che aumentano, dalla fatica di arrivare a fine mese alle visite mediche che spesso sembrano un lusso. E poi ci sono i problemi più delicati, quelli personali, familiari o di salute, che diventano montagne da scalare da soli».

Serena, nome di fantasia, è una di queste storie. Un improvviso problema di salute le fa perdere il lavoro che le permetteva di vivere. A 50 anni, fisicamente non più al massimo, tutto diventa più complicato: le visite e i medicinali sono a pagamento, l’affitto pesa come un macigno. Quando l’ufficiale giudiziario bussa per la terza volta deve lasciare la sua casa. L’unica alternativa è una piccola casetta in montagna, fatiscente e limitata nel tempo: «Un mese e poi sei fuori anche da qui», le dice la proprietaria.

Qualcuno le suggerisce di rivolgersi alla Caritas diocesana: «Forse hanno posto in qualche struttura». Così, in una piovosa mattina di novembre, Serena incontra gli operatori. Il dormitorio femminile è pieno, ma il colloquio con il direttore le regala un piccolo barlume di speranza. «Su dai, non ti preoccupare. Come si dice… domani è un altro giorno!», le dice con un sorriso, restituendole fiducia.

La Caritas inizia a prendersi cura di Serena. Mentre è ancora appoggiata nella casetta, parte un percorso per la sua salute, e la rete dei servizi sociali la riconosce come persona senza dimora. Il tempo che le era stato concesso sta per scadere, ma don Enzo si muove: conosce tante persone, chiede in giro, cerca una soluzione. Nel frattempo, le viene riconosciuto l’assegno di inclusione, un piccolo sostegno economico che le permette di curarsi e di affrontare le prime difficoltà.

E la Provvidenza sembra bussare al momento giusto. Quando Serena sta per essere lasciata senza alcuna sistemazione, il direttore scopre una soluzione abitativa già arredata e disponibile. La blocca subito: Serena non è più una senza dimora. Nei primi mesi la Caritas la sostiene con le spese iniziali, ma è soprattutto la vicinanza e l’ottimismo di don Enzo a darle speranza e voglia di ricominciare, di lottare innanzitutto per sé stessa.

Oggi Serena passa dalla Caritas solo per salutare le operatrici: «Salutatemi don Enzo – dice sempre – a volte un sorriso vale più di un milione d’euro!». La sua storia racconta quanto sia preziosa la presenza dei sacerdoti accanto agli ultimi e quanto sia importante sostenerli anche con le nostre offerte: perché dietro ogni aiuto concreto c’è una rete silenziosa che restituisce dignità e speranza a chi rischia di restare invisibile.

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