Una Messa per don Enrico Smaldone nel 59esimo anniversario della morte

Presiederà la Santa Messa il vescovo Giuseppe; concelebrerà il postulatore don Francesco Rivieccio.

I tanti turisti e pellegrini che hanno visitato il presepe Tu scendi dalle stelle in piazza San Pietro, dono della nostra Diocesi al Santo Padre, hanno potuto ammirare anche un pastore dalle sembianze del Servo di Dio don Enrico Smaldone, accompagnato da due fanciulli, che si accinge a salire su una scala, indicando Cristo come unico centro del processo educativo.

Un’immagine che esprime l’attenzione della Chiesa per il mondo dell’educazione e che sintetizza efficacemente la vita del sacerdote angrese, il quale ha donato sé stesso per prendersi cura dei ragazzi vittime della povertà e del degrado generati dalla Seconda guerra mondiale, restituendoli alla società come cittadini onesti.

Un compito che don Enrico ha svolto senza fermarsi mai nella sua Città dei Ragazzi, dove aveva avviato anche una falegnameria e un’officina meccanica, per insegnare loro un lavoro, fino alla morte improvvisa avvenuta il 29 gennaio 1967.

Il 1966 volgeva al termine e il sacerdote, da qualche settimana, non si sentiva bene: una febbre alta non gli dava tregua. Erano i segni di una leucemia fulminante che aveva consumato il suo fisico gracile, che non trovava mai riposo, perché tutte le sue energie erano spese per la cura dei suoi ragazzi.

La Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno ricorderà il Servo di Dio con una solenne Celebrazione Eucaristica giovedì 29 gennaio, alle ore 18.30, presso la Cittadella della carità don Enrico Smaldone di Angri, affidata alla Fraternità di Emmaus. Presiederà la Santa Messa il vescovo Giuseppe; concelebrerà il postulatore don Francesco Rivieccio.

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