Ovidio Marras, figlio di pastori, dopo la quarta elementare lascia la scuola per dedicarsi al suo amato gregge e alla terra che inizia a coltivare sin da subito. Nel territorio di Teulada, nel sud della Sardegna, all’interno di un’insenatura fra Capo Malfatano e Capo Spartivento. Un paradiso naturale, come la spiaggia di Tuerredda, che da pochi anni è a numero chiuso proprio per proteggere l’ambiente incontaminato che la contraddistingue, tanto da renderla unica.
Eppure, a partire dai primi anni del 2000, pressanti interessi economici erano riusciti a prevalere su questo patrimonio ambientale e paesaggistico a favore di resort di lusso “eco sostenibili”, che sarebbero stati però fortemente impattati.
Ovidio difese gli interessi della natura. Disse che avrebbe rifiutato anche «700 milioni». Proseguì, opponendosi alle recinzioni dei cantieri, con una causa legale conclusasi qualche anno fa e una vittoria raccontata finanche dal New York Times.
Ovidio è morto a 93 anni il 6 gennaio 2024. Il film “La vita va così” racconta la sua storia di “resistente ambientale”.
«Credo che si possa e si debba creare sviluppo rispettando il territorio – afferma il regista Riccardo Milani – perché quelle due visioni, il sogno del lavoro e la difesa dell’identità, dovrebbero sempre trovare un equilibrio. Depredare e deturpare l’ambiente ne diminuisce sempre il valore. Ovidio, con la sua semplicità e il suo rigore morale, ci dà una lezione di etica e di dignità. L’identità dei luoghi va custodita: bisogna avere il coraggio di dire no».
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