I cattolici e la storia d’Italia

La consegna del Premio Euanghelion a Giovanni Grasso è stata l’occasione per parlare del giornalismo e dell’informazione nella galassia di internet e approfondire le figure che hanno dato lustro alla storia d’Italia, a partire dalla lotta anti fascista. Lauro de Bosis, protagonista di Icaro, il volo su Roma, è stato uno di questi.

Un tuffo nella storia dell’antifascismo con un excursus sull’impegno dei cattolici per la rinascita dell’Italia. L’incontro con il giornalista e scrittore Giovanni Grasso non è stato solamente l’occasione per riconoscere il suo lavoro con il Premio Euanghelion e presentare il romanzo Icaro, il volo su Roma, ma anche per guardare a coloro che hanno contribuito a fare grande l’Italia.

Il consigliere per la stampa e la comunicazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con un passato all’Agi e poi ad Avvenire, ha anche fatto un ampio punto sulla comunicazione e il giornalismo ai nostri giorni. Grasso ha evidenziato che la crisi non è data dalla sola diminuzione della vendita delle copie di giornali.

Ci sono nuovi paradigmi rappresentativi: «Si legge poco i messaggi sono troppi e sempre più brevi». Una metamorfosi che si riscontra soprattutto tra i giovani, la cui «capacità di attenzione rispetto a quella delle generazioni precedenti è molto diminuita». Arrivare ai ragazzi, dunque, rappresenta una «sfida cognitiva enorme».

Il ruolo dei giornalisti

Di pari passo, anche il mondo dell’informazione è alle prese con una metamorfosi: «Ci troviamo in un mondo in cui si è passati da un gruppo super specializzato che faceva informazione, quello dei giornalisti, che forse era anche una casta, ad un mondo in cui tutti hanno l’illusione di poter comunicare con tutti». Una condizione favorita da «questo mare gigantesco che sono i social e che è la galassia di internet», dove «nuotano anche pesci un po’ pericolosi». Infatti, se prima l’informazione era affidata ai professionisti, «con controlli sulle fonti», oggi hanno la stessa dignità sia coloro che fanno giornalismo per professione che chi «scrive perché pagato» o perché deve propagandare una certa idea.

Grasso ha fatto degli esempi alla platea composta da giovani e adulti, tra cui gli studenti dei licei “Giambattista Vico” di Nocera Inferiore e “Leonardo da Vinci” di Poggiomarino.

«Seguendo degli account su Twitter si può notare un certo slittamento: hanno cominciato che erano anti euro, poi sono diventati anti migranti, poi anti Europa, sono diventati No Vax e adesso sono filo Putin. Stessi nomi e stessi profili. Purtroppo c’è l’illusione che chiunque scriva sia il cittadino, ma non è così». Bisogna, quindi, essere molto attenti.

Pubblicità mascherata

Un altro aspetto importante, con riflessi sulla corretta informazione, è quello legato alla pubblicità: «Oggi le grandi industrie non danno più niente ai giornali e dalle televisioni stanno cominciando a togliere soldi. Stanno cominciando ad investire sugli influencer. Anche questo è un tema etico importante perché se sei un cantante o un’attrice famosa e decidi di indossare un paio di scarpe o di occhiali o dici che quel tipo di medicina o di acqua è migliore delle altre, credo che il pubblico debba sapere che lo fai perché prendi soldi».

A differenza dei giornalisti, che non possono fare pubblicità così come previsto dai codici deontologici, nel caso dei social tutto diventa pubblicità. «Ci sono una serie di problemi sui quali il Parlamento, la classe politica e la società dovranno fare assolutamente i conti sapendo che è molto difficile rispondere a livello nazionale. La risoluzione di questi fenomeni richiede risposte globali», ha detto il giornalista.

I protagonisti della storia italiana

Nella sua ampia relazione ha parlato della storia del cattolicesimo politico italiano. È partito dal suo impegno di storico e scrittore. I suoi libri si basano su documenti ed episodi reali. Il protagonista di Icaro, il volo su Roma, Lauro de Bosis, lo ha scovato mentre studiava la corrispondenza tra Gaetano Salvemini e don Luigi Sturzo. Ha scelto di narrare la storia di questo giovane anti fascista e della sua fidanzata Ruth Draper, più grande di lui di 27 anni, in un romanzo perché è «un linguaggio che arriva meglio anche ai giovani». 

«Lauro – ha detto Grasso – non era del movimento cattolico, era un liberale, ma come scrivo nel libro ha avuto grande supporto dai cattolici in esilio. Figure dimenticate come Francesco Luigi Ferrari, presidente della FUCI negli anni ‘20, bastonato dai fascisti, morto in esilio anche a causa delle percosse. De Bosis è stato disconosciuto dai socialisti perché non era anti monarchico, ma ha trovato sulla sua strada don Luigi Sturzo che lo ha mandato da Ferrari il quale lo aiuta materialmente a realizzare il volo su Roma».

Fatti sconosciuti ai più come l’esperienza di don Giovanni Minzoni, «un prete cattolico bastonato a morte dagli uomini di Balbo, di cui il prossimo anno ricorre il centenario della morte». «Quelli che scappavano dall’Italia, i cosiddetti fuoriusciti, non è che andavano a fare la bella vita. Facevano una vita grama. Bisogna riprendere questo grande filone: i cattolici hanno fatto la storia di questo Paese», ha ricordato Grasso.

Non sono stati da meno i martiri cattolici della mafia: «Don Giuseppe Diana, il beato Pino Puglisi, Piersanti Mattarella. Ma ci sono anche le vittime del terrorismo: Aldo Moro, Vittorio Bachelet, Roberto Ruffilli».

Una lezione di storia e di giornalismo che ha affascinato i presenti nell’aula magna della Curia. Così come affascina la storia d’amore tra Ruth e Lauro.

Un amore che diventa vita per l’Italia: «Che Ruth ha vissuto anche dopo la morte di Lauro, finanziando una cattedra di Italianistica ad Harward e aiutando materialmente le famiglie degli amici di Lauro che erano finiti in prigione. Nel 1954, poi, organizzò degli spettacoli in Italia per sostenere i figli delle vittime del fascismo».

Un legame che non è pienamente ricordato. Se a Lauro de Bosis è dedicato il piazzale antistante la sede del CONI al Foro Italico a Roma, Ruth attende un pubblico riconoscimento per l’amore offerto ad “Icaro” e al suo Paese. Il romanzo di Giovanni Grasso prova a mettere in pari le cose.

Salvatore D’Angelo

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