Il Messaggio del Vescovo per la Pasqua 2022

Mons. Giuseppe Giudice tocca il tema della riscoperta della fede vera: “Non abbiamo bisogno di chiasso, abbiamo bisogno del silenzio assordante del Signore Risorto”

Il Messaggio del Vescovo per la Pasqua 2022 richiama ancora una volta la Chiesa dell’Agro a riscoprire la fede autentica. Mons. Giuseppe Giudice parla ad «ogni uomo e ogni donna che vive e combatte in questa terra dell’Agro».

Nel video pubblicato sulle piattaforme social della Diocesi il Pastore auspica che le sue parole possano «raggiungere tutte le famiglie, i giovani, i ragazzi, i bambini, gli anziani. In modo particolare un pensiero agli ammalati, a chi vive momenti di difficoltà».

Nel Messaggio richiama la tradizione delle uova pasquali, «segno della vita, della vita che rinasce». «L’uovo aperto è anche il segno del sepolcro vuoto dove il Signore ha riposato, ha dato un significato profondo alla morte, ma il Padre lo ha risorto», ricorda il Vescovo.

Mons. Giudice spera di trovare una sorpresa per se stesso, l’Agro e la Chiesa diocesana: «Vorrei che ognuno di noi raccogliesse il filo sottile della fede. Abbiamo bisogno di riprendere il grande tema della fede, la fede innanzitutto nella Pasqua del Signore. La fede dinanzi alla morte, dinanzi alla sofferenza, dinanzi ad ogni guerra perché le guerre sono tante».

Dove raccogliere il filo della fede

Dove raccogliamo il filo della speranza, il filo della fede? «Dalle mani del Cristo Risorto il quale con le sue piaghe ripete ad ognuno di noi “Non temete, non abbiate paura”. Abbiamo bisogno della fede vera, la fede della Chiesa, la fede semplice, la fede che ci dà uno sguardo nuovo. Uno sguardo capace di andare oltre le immondizie, oltre le difficoltà, oltre le divisioni». Nell’omelia della Messa Crismale aveva chiesto di «dare forza e bellezza ai volti della nostra comunità».

Poi ammonisce: «Dobbiamo essere molto attenti: se neanche la Croce di Cristo ha il potere di radunare i diversi, di raccogliere i figli dispersi, allora forse il fondo dell’umanità non l’abbiamo toccato con la Shoah, ma forse lo stiamo toccando in questi giorni».

Non essere «protagonisti distratti»

Attenzione a non essere «protagonisti distratti» o addirittura presenti «intorno a queste realtà». Mons. Giudice afferma: «Dobbiamo avere il coraggio di guardare fino in fondo e di raccogliere dalle mani del Cristo Risorto la fede vera, fede nell’uomo, fede nel Risorto, fede nelle cose che servono, per andare avanti e per ricucire le tante sfilacciature delle nostre città, delle nostre famiglie, delle nostre comunità».

L’augurio a tutti: «Non abbiamo bisogno di chiasso, abbiamo bisogno del silenzio assordante del Signore Risorto. Buona Pasqua!».

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