Papa Francesco, in occasione del 50° anniversario di fondazione della Caritas Italiana, ha indicato tre vie per la carità: la via degli ultimi, la via del Vangelo e la via della creatività.
Padre Luciano Panella, salito al Padre lo scorso 6 marzo, nella sua vita ha percorso queste strade incontrando Cristo e interpretando con gioia il carisma di sant’Alfonso: essere vicino agli ultimi svolgendo il servizio ministeriale con amore concreto, evangelico e innovativo.
Il primo ricordo va a Lettere, dai Padri Redentoristi, quando, da postulanti, seppure per un breve periodo, abbiamo condiviso l’esperienza vocazionale. Introverso e riflessivo, durante la ricreazione, affacciato a una finestra, guardava i più piccoli giocare a calcio e, pur non amando questo sport, li incitava tifando per l’uno e per l’altro.
Le nostre strade si sono poi divise per incrociarsi nel 1987 quando, da fondatore della Pastorale Giovanile Vocazionale Redentorista (Pgvr) e organizzatore del Primo Meeting Internazionale dei Giovani a Pagani, seppe coinvolgere una città intera invasa da circa 1100 giovani provenienti dalle comunità redentoriste del mondo. Un evento che resterà per sempre nei cuori di chi lo ha vissuto: un’esperienza che ha segnato intere generazioni di giovani e di missionari redentoristi.
Attraverso il proprio canale YouTube ha condiviso con le persone incontrate nella sua attività missionaria contenuti multimediali sul “mondo redentorista”. Ideatore e promotore dell’iniziativa «Accendi la carità», oggi divenuta una realtà concreta di aiuto per i bisognosi e i più poveri del Madagascar, ha mostrato attraverso i video dei suoi numerosi viaggi i colori di questa terra, i volti di bambini assetati di speranza e la realtà delle opere realizzate dai missionari redentoristi, rendendo la Missione vicina e tangibile per tutti.
Ritornano alla mente, nell’ultimo saluto reso a padre Luciano, le parole di monsignor Alfonso Amarante: «Dove arrivava portava gioia e alimentava la speranza. Era capace davvero di scuotere con il suo fare giovanile, di portare una novità. Ma quella novità non era lui, era Cristo. Questo è il dono più bello che Luciano ci ha potuto lasciare».
Rosario Pepe
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