Energy drink: energia in lattina o rischio per i nostri ragazzi?

Colorati e accattivanti, sono sempre più diffusi tra i nostri giovani. Ma il loro consumo merita attenzione. I consigli del pediatra.
Immagine IA

Gli energy drink sono sempre più diffusi tra bambini e adolescenti, spesso percepiti come semplici bibite capaci di aumentare energia e concentrazione. Ma dietro colori accattivanti e promesse di maggiore performance si nasconde un consumo che merita attenzione.

Uno studio del Gruppo di Studio Adolescenza della Società Italiana di Pediatria, condotto su 430 ragazzi tra 9 e 17 anni, ha evidenziato un dato significativo: quasi quattro consumatori su dieci hanno iniziato prima dei 12 anni e alcuni addirittura prima dei 9.

Il principale elemento critico è la caffeina, spesso associata ad altre sostanze stimolanti. Nei più giovani un consumo elevato può provocare palpitazioni, tachicardia, aumento della pressione arteriosa, tremori, irritabilità, ansia, cefalea e disturbi gastrointestinali. Particolarmente importante è l’effetto sul sonno: difficoltà ad addormentarsi e riposo insufficiente possono ripercuotersi su attenzione, apprendimento, umore e rendimento scolastico.

Molti prodotti contengono inoltre quantità rilevanti di zuccheri, contribuendo, se consumati abitualmente, a carie, aumento di peso e alterazioni metaboliche. Il rischio aumenta quando vengono bevute più lattine in poco tempo o associate ad alcol, pratica particolarmente pericolosa perché la caffeina può attenuare la percezione soggettiva degli effetti sedativi dell’alcol senza ridurne i rischi.

È importante, inoltre, non confonderli con gli sport drink: non sono bevande pensate semplicemente per reidratare dopo l’attività fisica. Bambini e adolescenti non hanno bisogno di stimolanti per affrontare scuola, sport o stanchezza quotidiana.

Famiglia, scuola e pediatra hanno quindi un ruolo fondamentale nell’informazione. Prima ancora di vietare, occorre spiegare e promuovere alternative sane: una lattina apparentemente innocua può contenere sostanze stimolanti che l’organismo di un bambino non dovrebbe assumere con leggerezza.

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