Nel 2025 in Italia sono nati 355.772 bambini, circa 14mila in meno rispetto all’anno precedente. Il numero medio di figli per donna è sceso a 1,14, nuovo minimo storico. Sono i dati Istat sulla natalità e la fecondità della popolazione residente che spingono il Forum delle Associazioni Familiari della Campania a chiedere alla Regione interventi più incisivi a sostegno delle famiglie.
Il confronto con il passato mostra la portata della diminuzione: nel 2008 le nascite superavano quota 576mila. In diciassette anni si è passati a meno di 356mila bambini, con una riduzione del 38,3%, pari a oltre 220mila nati in meno. Anche il numero medio di figli per donna è in calo: era pari a 1,35 nel 2015, a 1,25 nel 2021 e a 1,18 nel 2024, fino a raggiungere 1,14 nel 2025.
In Campania il tasso di fecondità si attesta a 1,22 figli per donna, rispetto all’1,52 del 1995. Il dato regionale è superiore alla media nazionale, ma conferma una diminuzione significativa nel corso degli ultimi trent’anni.
Nel Mezzogiorno diminuiscono primi e secondi figli
La riduzione delle nascite assume caratteristiche diverse a seconda dei territori. Nel Mezzogiorno, nel 2025, i primi figli sono diminuiti del 5,3% e i secondi del 5,5% rispetto all’anno precedente. Si tratta di flessioni più marcate rispetto a quelle registrate nel Nord e nel Centro.
Aumenta anche l’età in cui si diventa genitori. Nel 2025, in Italia, le donne hanno avuto il primo figlio in media a 32 anni, mentre l’età media al parto ha raggiunto i 32,7 anni. La Campania si colloca in linea con il dato nazionale.
Serve un confronto
Sono numeri che, secondo Nino Di Maio, presidente del Forum delle Associazioni Familiari della Regione Campania, richiedono un confronto sulle condizioni che rendono più difficile costruire una famiglia. Tra i fattori indicati ci sono la precarietà lavorativa, le difficoltà di accesso alla casa e i problemi di conciliazione tra lavoro e responsabilità familiari.
«La denatalità, inoltre, non colpisce tutti i territori allo stesso modo», osserva Di Maio, richiamando l’attenzione sulle difficoltà che incontrano molte persone e coppie nel realizzare il proprio progetto familiare.
Voucher, asili nido e lavoro: le richieste alla Regione
Il Forum ritiene che la risposta alla diminuzione delle nascite debba passare attraverso misure continuative, non limitate a interventi occasionali. Tra le priorità indicate figurano il potenziamento dell’Assegno unico e universale, il rafforzamento dei servizi territoriali e degli asili nido, congedi familiari adeguati e maggiori opportunità di accesso al lavoro stabile e alla casa per le giovani coppie.
Il presidente del Forum avanza anche due richieste specifiche alla Regione Campania. La prima riguarda il voucher di 600 euro destinato ai figli nati dopo il primo, che l’associazione chiede di portare ad almeno 1.000 euro senza collegarlo all’Isee. La seconda riguarda il contributo per gli asili nido, per il quale il Forum propone di superare il vincolo legato allo stesso indicatore economico.
Di Maio ritiene necessario rivedere i criteri di accesso alle agevolazioni, attraverso una riforma dell’Isee o l’introduzione di correttivi regionali. Un altro punto riguarda la disponibilità dei servizi per la prima infanzia: secondo il Forum, la Campania è ancora in ritardo rispetto alla media nazionale ed europea per numero di asili nido.
Necessario sostegno al lavoro femminile e giovanile
La richiesta comprende anche un maggiore sostegno al lavoro femminile e all’occupazione giovanile, per contrastare la partenza di tanti giovani dalla regione alla ricerca di opportunità professionali.
«Crediamo che sia necessario passare dalla consapevolezza della crisi demografica a un impegno concreto e condiviso», afferma Di Maio. Il Forum si rivolge quindi alla Regione chiedendo un confronto stabile con le associazioni familiari e un lavoro di programmazione condiviso.
«Ci appelliamo alla Regione Campania per un lavoro di programmazione lavorando insieme dialogando e trovando le soluzioni», dichiara il presidente.
L’obiettivo, nelle richieste dell’associazione, è garantire continuità alle misure di sostegno e creare condizioni economiche, lavorative e abitative che consentano alle coppie di scegliere con maggiore serenità se avere figli.
«Sostenere le famiglie significa rendere possibile la libertà di generare futuro: non imporre scelte, ma creare le condizioni perché il desiderio di avere figli non debba essere sacrificato a causa delle difficoltà economiche, lavorative e abitative», conclude Di Maio.
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