La bilirubina è un pigmento di colore giallo che deriva dalla normale distruzione dei globuli rossi, un processo fisiologico che avviene continuamente nel nostro organismo. Il fegato ha il compito di trasformare la bilirubina, rendendola eliminabile attraverso la bile e successivamente con le feci. Quando questo meccanismo è meno efficiente, la bilirubina può accumularsi nel sangue, provocando un lieve ingiallimento della pelle e della parte bianca degli occhi, chiamato ittero.
Nel Morbo di Gilbert questo fenomeno è dovuto a una ridotta attività di un enzima del fegato, chiamato UGT1A1, che rende più lenta la trasformazione della bilirubina nella sua forma eliminabile. Si tratta di una condizione ereditaria, presente fin dalla nascita, ma che spesso si manifesta durante l’infanzia o, più frequentemente, nell’adolescenza.
Il Morbo di Gilbert interessa circa il 5-10% della popolazione ed è una condizione completamente benigna. I bambini stanno bene e conducono una vita assolutamente normale. Talvolta può comparire un lieve ittero dopo febbre, infezioni, digiuno prolungato, intensa attività sportiva, stress o disidratazione. L’ingiallimento è temporaneo e scompare spontaneamente.
La diagnosi si basa sul riscontro di un aumento isolato della bilirubina indiretta, con esami del fegato, emocromo e indici di emolisi nella norma. In alcuni casi può essere eseguito un test genetico, ma spesso non è necessario.
Il Morbo di Gilbert non richiede alcuna terapia e non provoca danni al fegato né limita le attività quotidiane. Il ruolo del pediatra è fondamentale per riconoscere questa condizione, escludere altre cause di ittero e rassicurare la famiglia. Una buona idratazione, soprattutto d’estate, pasti regolari ed evitare digiuni prolungati sono gli unici consigli utili per ridurre gli episodi di aumento della bilirubina.

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