La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per mezzo di Elia (1Re 17,16).
I ricordi della mia infanzia sono legati anche all’immagine e al profumo dell’olio fluente, e mi spiego. Mio nonno, che abitava con noi, era proprietario di oliveti, e l’olio era di casa da noi. Ricordo le tante donne e uomini che venivano per raccogliere le olive; e anche noi ragazzi, a volte, andavamo per raccogliere le olive che cadevano sul terreno.
Era, per i grandi, un lavoro duro, meticoloso e al freddo, senza i mezzi di oggi; per noi piccoli, era come un gioco, riscaldato da piccoli fuocherelli, accesi qua e là per cercare di riscaldare piccoli e grandi.
Grande attesa e festa quando mio nonno e papà andavano al frantoio, e poi tornavano con tanti barili di olio che, riempiendo la dispensa della nostra abitazione, profumavano tutta la casa. L’olio era una ricchezza che, a quei tempi, non tutti possedevano.
Ma l’olio, così presente nella Bibbia e nei gesti della Chiesa, mi riporta alla mente specialmente la figura di mia madre. Era lei la custode e la dispensatrice dell’olio, non solo in famiglia e ai vicini, ma a tanti. Quante persone venivano da mia madre e se ne andavano sempre con una bottiglia o un recipiente pieni di olio.Tante persone, e il più delle volte di nascosto, perché la carità non deve mai offendere la dignità.
Da grande, conoscendo meglio la Bibbia, mi sono affezionato all’episodio della vedova di Sarepta di Sidone che, generosa sulla parola del Profeta Elia, dona sempre con gioia, e la farina e l’olio non vengono meno (cfr 1Re 17,16).
Ho imparato, già in casa, che chi fa bene la divisione sarà capace anche nella moltiplicazione, mentre il Signore addiziona e mai sottrae.
Forse, anche per questo motivo, la Messa del Crisma, grondante olio, è stata per me sempre una festa, perché in essa, oltre alla parola del Vescovo, mi sembra di risentire sempre l’invocazione di tanti poveri, segnati da diverse povertà, che ripetono: Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono (Mt 25,8).
Ed ho imparato, da testimoni silenziosi e concreti, che ogni goccia di olio è segno luminoso di speranza.
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