“School radio”, sintonizzati sul futuro

Da un progetto “nato per caso”, che coinvolge gli studenti dei licei “Sensale” e “Serao”, al nuovo programma mattutino di Radio Base che li vede protagonisti.
Gli studenti a Sanremo

Appartengo ad una generazione per la quale la radio e gli speaker radiofonici erano parte integrante della giornata. Gli orari erano scanditi dal programma di questo o quel dj e sintonizzarsi era imprescindibile. Mente imperversano video brevi e filtri social, la radio ha mantenuto la sua autenticità. Non conta l’immagine, conta il ritmo, la dizione e quella capacità quasi magica di connettersi con te. Emozioni vive e vere che non lasciano indifferenti nemmeno i nostri giovani e la prova arriva dalla grande partecipazione al progetto scolastico “School Radio”, promosso da Radio Base, la storica emittente radiofonica con sede a Pagani e che vede coinvolti gli studenti e le studentesse del Liceo “Nicola Sensale” di Nocera Inferiore e il Liceo “Matilde Serao” di Pomigliano.

Un’idea nata per caso durante un normale pomeriggio in radio e dalla visita agli studi di una scolaresca. «Osservando i ragazzi – racconta il direttore dell’emittente Errico Marrazzo -, mi sono reso conto di un loro vero e proprio interesse per il “dietro le quinte” della comunicazione. Abbiamo deciso di assecondare quell’energia lanciando un progetto pilota con una scuola. Il successo è stato immediato e sono stati gli stessi studenti a segnalare l’iniziativa ai propri amici, creando una domanda dal basso che ci ha spinti a strutturare i corsi e a proporli ufficialmente a diversi istituti».

Da qui la risposta positiva dei due licei per proporre un percorso di formazione che faccia sentire i giovani realmente ascoltati e che gli insegni, tra le altre cose, anche a gestire l’ansia e aprirsi agli altri, secondo l’esperienza condivisa di Giuseppe, 14 anni, studente del liceo nocerino e tra i partecipanti ai corsi: «Attraverso la scuola sto imparando a conoscere il mondo della radio.  Indossare le cuffie è stata un’emozione unica. Ho provato un misto di ansia e stupore e la cosa più difficile che ho dovuto imparare finora è stata doverle gestire».

Un mondo tutto da scoprire,lo definisce Giuseppe. Un percorso, quello degli studenti, che non si propone solo di formare e lanciare futuri conduttori, malgrado l’augurio.

Parlare davanti a un microfono richiede chiarezza, sintesi e ritmo. Strumenti fondamentali per affrontare un colloquio di lavoro o una presentazione universitaria.  «Il microfono mi intimoriva all’inizio – confessa -, così come la consapevolezza di parlare a centinaia di persone, ma con determinazione sono riuscito a controllare le emozioni, modulare la voce e usare un lessico adatto. La radio nel mio futuro? Sarebbe un sogno e mi impegnerò per realizzarlo».

Ti accompagno a scuola

Un sogno in cui Errico, dal canto suo, ha investito con successo.  «La mia avventura nel mondo della radio è iniziata nel 1990 – ricorda-. Sono passati più di trent’anni, ma la passione è rimasta identica. Ho vissuto in prima persona l’evoluzione tecnologica di questo mezzo: sono partito con i vinili, quando la selezione musicale era un rito fisico, fatto di ricerca tra gli scaffali e di un contatto diretto con il supporto. In questi ragazzi mi rivedo moltissimo. Lavorare con loro è come fare un salto nel passato, ma con lo sguardo rivolto al futuro. E con loro abbiamo lanciato il nuovo format “Ti accompagno a scuola”, curato interamente da loro e che va in onda dalle 7.00 alle 8.15».

Gli studenti a Sanremo

La radio paganese sposa anche progetti per contrastare la marginalità e l’esclusione sociale attraverso l’associazione “RBA La voce cattolica APS”, cuore solidale dell’emittente, e insieme alla Protezione Civile “Papa Charlie ODV”, “Tutti a bordo ODV”, “Anspi San Sisto II APS” e in collaborazione con la parrocchia San Sisto II a Pagani promuovono la rete di volontariato al servizio del territorio dei “Volontari di prossimità”.

Circa 20 i giovani che hanno aderito al progetto: «La risposta dei ragazzi è stata straordinaria e molto matura. Stiamo unendo lo studio delle tecniche radiofoniche classiche, come lo speakeraggio e la programmazione, a un compito molto più delicato e importante: la comunicazione in emergenza. Tra i punti chiave, l’efficacia del messaggio: per comunicare messaggi che siano chiari, diretti e privi di ambiguità. In situazioni critiche, la capacità di mantenere la calma e trasmettere informazioni precise è vitale. E con loro – continua – stiamo riflettendo su un dato di fatto tecnico spesso sottovalutato: in caso di grandi emergenze, le reti internet e le connessioni dati possono andare in saturazione o smettere di funzionare. La radio resta l’unico mezzo capace di arrivare ovunque, a partire dalle auto delle persone, senza bisogno di una connessione web. Vedere i ragazzi – conclude, emozionato, il direttore – così coinvolti nel capire che la radio non è solo intrattenimento, ma un vero servizio alla comunità, è una delle soddisfazioni più grandi di questo percorso».

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