Il 26 dicembre, memoria di santo Stefano, nella nostra parrocchia di Santa Maria dei Bagni, Chiesa giubilare, abbiamo celebrato la chiusura dell’Anno della Speranza. Il parroco, don Mimmo Cinque, dopo la Messa vespertina, ha scoperto la lapide che per sempre richiamerà alla memoria dei fedeli che, in questo santuario dedicato alla Vergine, la speranza nella Misericordia che «In principio» (Gen 1,1 / Gv 1,1) ha creato e redento l’intero universo, ancora si è fatta viva presenza, nella liturgia, per spalancare le porte al perdono.
La Misericordia è l’amore che irrompe nella storia, è Dio che si china sull’umanità per sanarla, è Gesù che dalla Croce, a braccia spalancate, accoglie e salva chi a Lui chiede perdono, dal Buon Ladrone all’ultimo uomo che alza gli occhi dalla terra dicendo: «Salvami, Signore» (Mt 14,22-23).
È precisamente questa la «ragione della Speranza» (1Pt 3,15-17), anima di questo anno giubilare, che ci sostiene nella fatica del vivere quotidiano, nella precarietà del nostro faticoso cammino, nel desiderio di Dio che ci tormenta e ci pungola in egual misura. Per questo la Madre Chiesa periodicamente indice il Giubileo: per introdurre nel tempo e nello spazio, in maniera speciale, la possibilità di tornare a Lui «con cuore sincero» (Sal 145,18).
Nel nostro santuario tutto questo adesso è scritto anche nel marmo che adorna la facciata, a ricordare a ognuno di noi che dal «Principio» la Misericordia, madre della Speranza, è scritta nel cuore dell’Eterno Padre.
Nunzia D’Antuono
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