Dopo ventuno anni di attesa, il nostro borgo si prepara a riabbracciare una delle tradizioni più amate e significative della comunità: l’antico presepe nei portoni di via Abignente, la strada che conduce alla nostra chiesa madre.
Un cammino fatto di storia, fede e memoria popolare che per due sere – domani, 27 e domenica 28 dicembre, dalle 18.00 alle 23.00 – tornerà a risplendere come un tempo.
L’anno scorso c’era stato un primo timido passo: una piccola rievocazione della Natività all’esterno della parrocchia, semplice ma piena di speranza, ha risvegliato ricordi e emozioni. E quest’anno, infatti, ritorna l’antico presepe diffuso: in ogni portone, in ogni cortile, la magia del Natale prenderà vita attraverso la rievocazione degli antichi mestieri, dell’arrivo dei Magi, della Nascita di Gesù Bambino. Via Abignente diventerà un vero e proprio paese d’altri tempi, dove la fede si intreccia con la cultura, la tradizione si fa annuncio, e la quotidianità diventa preghiera.
A rendere possibile questo grande ritorno è stato un gruppo di giovani della parrocchia che, con entusiasmo e generosità, ha deciso di mettersi in gioco. Giovani che hanno unito le forze con gli altri gruppi parrocchiali, dando vita a una collaborazione profondamente ecclesiale. Bambini, ragazzi, adulti: un intero popolo si è mobilitato per ricostruire non solo un presepe, ma un clima di famiglia, di comunità, di appartenenza.
In un tempo in cui tutto sembra correre veloce, il presepe del borgo ci invita a rallentare, a fermarci, a lasciarci toccare dalla semplicità disarmante della grotta di Betlemme. Ci ricorda che Dio entra nella storia attraverso la nostra povertà, che sceglie i vicoli, i portoni, le case di tutti i giorni per dirci che non siamo soli.
Francesco Pio De Stefano
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