Tempo di vacanze. Ormai la scuola è terminata da un pezzo e quasi si intravede già l’inizio del nuovo anno scolastico, con settembre. Però agosto è il mese della vacanza per eccellenza. E allora vale la pena di fare qualche riflessione proprio sulle vacanze.
Intanto sgomberiamo il campo da quello che è un tormentone annoso sui compiti che attendono gli studenti nei mesi estivi. In realtà quest’anno non se ne è parlato molto, forse pressati da esigenze più impellenti, come ad esempio la questione digitale (intelligenza artificiale, smartphone e allarme “schermi” per i più piccoli), tuttavia è un tema che resta sullo sfondo.
Servono i compiti? E quanti? Sicuramente “allenarsi” fa bene, magari anche, in particolare per gli adolescenti, con sane letture. Il guaio è che ci si scontra, oggi in particolare, con la sempre minore attitudine all’uso dei libri. E spesso ci si priva dell’incontro e del confronto con mondi diversi, fantastici o meno, ma capaci di provocare esperienze significative.
Il tempo di vacanza è poi un momento importante di evasione e ricarica. Quest’anno forse se ne avverte in maniera più forte il bisogno, visti gli orizzonti poco rassicuranti che caratterizzano la situazione del pianeta. E che interpellano, ben più di quanto si pensi, anche i più piccoli. Guerre, questione ecologica e riscaldamento globale, arroganza e prepotenza come tonalità vincenti nella vita pubblica: sono ombre scure che preoccupano un po’ tutti, hanno ripercussioni nelle famiglie e certamente inquietano, a diversi livelli, bambini, ragazzi e giovani.
Un tempo di evasione – che non significa estraniarsi dal mondo, ma forse solo prendersi una pausa – aiuta a recuperare energie e fiducia. Quelle energie e quella fiducia che si alimentano di relazioni buone, distese, meno frenetiche di quanto ci conceda normalmente la vita quotidiana.
Questa sarebbe davvero vacanza: non un “dolce far niente”, ma una ricostruzione paziente e rigenerante di rapporti, di ritmi delicati, di cura. Di sé e degli altri.
Vale per i più piccoli e a maggior ragione per gli adulti, che pure sono accompagnati sempre dal pensiero della responsabilità, per cui “ricaricarsi” è anche una necessità per riuscire a restituire, nel tempo dell’impegno, passione e capacità. Per gli insegnanti, in modo speciale, questo è probabilmente un tema forte.
Un’altra riflessione è provocata dall’ultima emergenza legata all’educazione digitale. Nei giorni scorsi il tema è diventato “virale” anche in rapporto all’uso dell’intelligenza artificiale (se ne discute anche in Senato in vista di un decreto legislativo) che sempre più si impone nella vita quotidiana. Ora, uno dei rischi maggiori del tempo di vacanza è proprio quello di allentare la guardia su social, internet, smartphone e quant’altro. Non di rado il tempo vuoto, anche dei più piccoli, viene riempito di tecnologia che – si è detto in tutti i modi – non fa sempre bene.
Allora, proprio su questo tema, l’auspicio per questo agosto rovente è che il caldo non offuschi l’impegno educativo, la tensione di cura, l’attenzione a non lasciare senza presidio schermi vari, smartphone e social. Chissà che non si riesca (ragazzi e adulti) ogni tanto a spegnere la tecnologia per fare davvero vacanza.
Alberto Campoleoni
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