Favole moderne tra intelligenze artificiali e natura

Settembre al cinema: produzioni meno mastodontiche ma altrettanto, se non di più, di valore. I consigli di Donato D’Elia nella rubrica “In sala”.
Foto di Igor Ovsyannykov da Pixabay

Dopo l’estate migliore di sempre a livello d’incassi in Italia (grazie alla pletora di grandi produzioni statunitensi come “Odissea”, “Spiderman: Brand New Day” e “Toy Story 5”) si tornano a cercare produzioni meno mastodontiche ma altrettanto, se non di più, di valore.

Il 27 agosto è arrivato nelle sale italiane “Sheep in the Box” del maestro giapponese Hirokazu Kore-eda, già incontrato in precedenza su queste pagine, una riflessione sulle implicazioni emotive ed affettive tra esseri umani ed intelligenze artificiali che ne replicano fattezze e comportamenti. I coniugi Komoto hanno perso un figlio da due anni, in un futuro che il film stesso ci indica come molto vicino a noi. Mamma Otone (Haruka Ayase) si fa conquistare dall’idea di comprare uno dei bambini robotici messi a punto da una big-tech, e quindi un drone recapita a casa la “pecora nella scatola” del titolo, tecnologica cicogna e simbolo plastico di quel misto tra squarcio sul futuro e ridefinizione del passato che è sempre l’avanzamento tecnologico.

In pratica, la materializzazione reale dei processi di infantilizzazione fiabesca da sempre usati per negare il più a lungo possibile ai bambini la “violenza” del concetto di rapporto sessuale, il raggiungimento della procreazione artificiale senza scambio di fluidi corporei. Il ragazzo artificiale servirà ai due genitori per esprimere ad alta voce il dolore e il risentimento negati al coniuge e a sé stessi, e a superare il lutto per guardare al domani con un’attitudine meno cupa e autodistruttiva. Una favola moderna, in sostanza, posizionata a metà strada tra “Il piccolo principe” e “Peter Pan”.

Dal 3 settembre, invece, è arrivato al cinema “Silent Friend” della cineasta ungherese Ildiko Enyedi, già Orso d’Oro a Berlino con il precedente “Corpo e anima”. Co-produzione europea e unione di attori provenienti da ogni parte del mondo, un film che inneggia alla fratellanza non solo tra umani ma anche tra uomo e Natura, simboleggiata da un gigantesco albero centenario.

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