Suicidio medicalmente assistito. Forum delle associazioni familiari: «Cura come risposta alla fragilità»

Immagine generata dall’Intelligenza artificiale

Sul suicidio medicalmente assistito, tema al vaglio di una proposta di legge regionale, interviene il Forum delle associazioni familiari della Campania che ribadisce come la cura sia la risposta alla fragilità.

La presa di posizione è successiva alla nota dei Vescovi della Campania con la quale è stato ribadito che «tra il lasciar morire e il far morire esiste una differenza sostanziale sul piano antropologico, etico e sociale».

«Accogliamo con profondo apprezzamento la dichiarazione della Conferenza Episcopale Campana sull’iter della proposta di legge regionale riguardante il suicidio medicalmente assistito. Le parole dei Vescovi rappresentano un contributo autorevole che richiama tutti – istituzioni, operatori sanitari, associazioni e cittadini – a mettere al centro la dignità della persona e il dovere della cura», scrivono dal Forum delle associazioni familiari.

Nessuno deve essere lasciato solo

L’appello della Conferenza Episcopale Campana indica alcuni principi che possono e devono unire l’intera comunità regionale: nessuno deve essere lasciato solo nella malattia e nella sofferenza; ogni persona deve poter contare su una rete di assistenza capace di accompagnarla con competenza, umanità e prossimità; le cure palliative, la terapia del dolore, l’assistenza domiciliare, il sostegno psicologico e l’accompagnamento delle famiglie rappresentano strumenti essenziali per garantire una reale tutela della dignità umana.

È ritenuto particolarmente significativo il richiamo alla necessità di «rafforzare la rete territoriale dei servizi, sostenere i caregiver familiari, investire nella formazione degli operatori sanitari e promuovere una vera cultura della cura, fondata sulla solidarietà e sulla responsabilità condivisa».

Allo stesso tempo, appare di grande rilievo il richiamo al «rifiuto di ogni forma di accanimento clinico e alla necessità di distinguere con chiarezza tra l’accompagnamento della persona nel rispetto del decorso naturale della malattia e qualsiasi intervento finalizzato a provocarne intenzionalmente la morte».

«Su temi che toccano il senso più profondo della vita, della sofferenza e della morte – si legge nella nota del Forum –, è fondamentale evitare contrapposizioni ideologiche e favorire un confronto serio, rispettoso e partecipato. Per questo condividiamo l’invito della Conferenza Episcopale Campana ad aprire un dialogo che coinvolga il mondo sanitario, le associazioni dei malati e delle famiglie, il volontariato, il Terzo Settore e tutte le realtà impegnate quotidianamente nell’accompagnamento delle persone più fragili».

Una richiesta di ascolto avanzata anche il 6 luglio. Il tema della vita nascente e morente, infatti, era trai punti trattati dall’Appello dei Vescovi per la Campania.

Promuovere politiche che rafforzino la prossimità

«Una società si misura dalla capacità di prendersi cura di chi è più vulnerabile. Per questo è necessario continuare a promuovere politiche che rafforzino la prossimità, la solidarietà e la presa in carico integrale della persona, affinché nessuno sia costretto ad affrontare la sofferenza nella solitudine e nell’abbandono», scrivono dal Forum.

Insomma, si ha davanti una sfida per la Campania affinché «la cultura della cura diventi patrimonio comune e fondamento dell’azione pubblica, nella consapevolezza che la dignità di ogni persona costituisce il bene più prezioso da custodire».

Iscriviti alla nostra newsletter per restare sempre aggiornato.

Total
0
Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts