Marco Bruno, campione mondiale bocce di precisione. Intervista all’atleta dell’ASD Cacciatori

La passione per le bocce nata seguendo il papà, il mondiale vinto in Francia e la serie A in Sardegna. Il racconto del successo del giovane atleta della Cacciatori di Nocera Superiore, società bocciofila che in oltre 50 anni ha tenuto a battesimo tanti talenti e mietuto numerosi successi. Un’esperienza che dimostra come le bocce non siano solo uno sport per pensionati, ma una disciplina inclusiva e viva, animata e aperta a giovani, donne e persone con disabilità.
Marco Bruno – foto S. Alfano/Insieme

La concentrazione è tutto per riuscire a piazzare un tiro di precisione. Marco Bruno lo sa bene, tant’è che questa preparazione gli è valsa il titolo di campione mondiale juniores in questa specialità. La boccia iridata l’ha piazzata il primo novembre scorso, a Plaintel in Francia, in occasione del Campionato del mondo juniores della Raffa.

Un successo non scontato, ma nemmeno inaspettato. Infatti, le prime bocce le ha tirate da bambino, già a 5 anni. Una passione ereditata dal papà Domenico e condivisa con il fratello Luigi, anch’egli con numerosi successi all’attivo tra cui il titolo di campione italiano a coppia categoria C.

Marco ha compiuto 18 anni il 23 luglio, vive con la famiglia a Cava de’ Tirreni, dove studia Elettronica ed Elettrotecnica all’Istituto di istruzione superiore “Della Corte-Vanvitelli”.

La storia della ASD Cacciatori

L’amore per le bocce è cresciuto e si è alimentato sui campi dell’ASD Cacciatori di Nocera Superiore, fondata nel 1972. Oggi è presieduta da Domenico Genco, che con orgoglio regge le sorti di una società affiliata alla FIB-Federazione Italiana Bocce con decine di soci e che in oltre 50 anni ha conquistato trofei nazionali e non solo.

La festa a Nocera Superiore, da sinistra Domenico Genco, Marco Bruno e Marcello Santoriello

Genco spiega che questo gioco abbraccia «un po’ tutte le sia fasce d’età, anche i giovani». Non è solo un passatempo per pensionati o un dopolavoro. «Siamo CAB, Centro avviamento bocce, quindi siamo attivi anche nell’ambito scolastico, oltre che nei vari oratori e sui territori in manifestazioni sportive. Voglio anche sfatare il mito che sia un gioco maschile: abbiamo una squadra femminile che partecipa ai campionati nazionali e la squadra paralimpica».

Quest’ultima realtà nel 2021 ha vinto il titolo italiano con Ciro Barone e Carmine Iannone. Il settore paralimpico si caratterizza per atleti con disturbi intellettivo relazionali e atleti con disabilità motoria che si suddividono in sitting e standing. Un impegno che costa fatica: «È oneroso sia in termini economici sia in termini di risorse fisiche. La mia funzione di presidente comprende anche l’organizzazione dal punto di vista economico e contabile, e l’organizzazione delle gare». 

Uno sport professionistico a tutti i livelli, che richiede tempo e dedizione: «Le bocce non sono solo il gioco degli oratori o dei campi della domenica pomeriggio. C’è la Federazione e ci sono regole stringenti, quindi i risultati sono frutto di molto sacrificio e allenamento», puntualizza Genco.

Atleta esemplare

Marco Bruno ne è l’esempio: «Mi alleno fino a 3 ore al giorno, tutti i giorni (è seguito dal tecnico juniores Marcello Santoriello, ndr). La mia specialità prevede dieci lanci, ogni volta a distanza superiore e con ostacoli variabili».

A Plaintel li ha superati tutti, affermandosi sul paraguaiano Marcos Schneider con un netto 30 a 6. La sua specialità affascina molto i giovani, tant’è che sta cominciando a crescere pure sui social: «È intrigante e di effetto», dice il campione. L’allenamento serale va conciliato con lo studio, nel quale eccelle ugualmente, e la famiglia, poi ci sono le gare domenicali.

Un equilibrio che lo ha condotto al mondiale: «L’approdo in Francia è il frutto di un lavoro annuale. Grazie ai risultati raggiunti in gara (Circuito Prestige Juniores, ndr) sono stato inserito in una classifica che mi ha consentito di risultare tra i migliori atleti italiani. Ho partecipato ad uno stage e i commissari tecnici della nazionale (Elisa Luccarini e Rodolfo Rosimi, ndr) mi hanno scelto tra i quattro da portare al Campionato del mondo».

Un successo che lo ha emozionato: «Ero molto felice, ma devo dire che solo dopo ho realizzato cosa fosse realmente accaduto. Quando sono ritornato a Nocera Superiore mi hanno accolto con una grande festa, che abbiamo ripetuto qualche giorno dopo alla presenza delle istituzioni, dei rappresentanti delle altre società e dei dirigenti federali».

Il nuovo ingaggio

Marco Bruno al campionato mondiale di bocce con la casacca della Nazionale

Il titolo iridato gli ha meritato un salto di categoria. Marco è stato ingaggiato dalla bocciofila Sassari che milita in serie A, sarà tra gli atleti più giovani della massima serie di bocce. Il prossimo campionato indosserà i colori sardi insieme ad un altro atleta nocerino, Francesco Santoriello. Gli sarà chiesto uno sforzo ulteriore per conciliare scuola, sport e vita privata, considerato che ogni fine settimana dovrà volare in Sardegna per le gare. «Attualmente è l’atleta juniores più rappresentativo della Campania e di tutto il Sud Italia. È una soddisfazione territoriale per le nostre realtà che fanno mille sacrifici», commenta con orgoglio il presidente Genco. Questi successi aiutano a diffondere tra i giovani la realtà bocciofila, «i miei compagni si sono appassionati a questo sport grazie alle mie vittorie», rivela Marco, poi ci sono gli investimenti che la Federazione fa per la comunicazione social, con tanto di canale monotematico su YouTube che trasmette le gare in diretta streaming.

Servirebbe però un maggiore contributo dalle istituzioni locali: «Soprattutto in termini di supporto logistico. E poi riteniamo dovremmo incrementare la collaborazione con la scuola primaria», immagina Genco. Il CAB si rivolge a ragazzi tra gli 8 e i 12 anni. È qui che si allevano i nuovi campioni. E la Cacciatori abbonda, rimarca entusiasta il presidente: «Abbiamo Dario Limone, è un under 12, è piccolissimo, ma già gareggia e ottiene i primi importanti risultati. Come società, quando vediamo un talento, cerchiamo di supportarlo a 360° perché rappresentano il presente e il futuro di questo sport e noi facciamo di tutto per essergli accanto». 

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