Forse il Liceo “Bonaventura Rescigno” di Roccapiemonte potrebbe essere ribattezzato, con pieno merito, come il liceo degli Alfieri. Sì, perché, dopo Francesco Tortora nel 2021 e Aniello Capuano nel 2023 (le cui storie sono già state raccontate da Insieme), anche quest’anno l’istituto superiore di Roccapiemonte, così come l’intera comunità rocchese, può vantare un nuovo Alfiere della Repubblica.
Si tratta questa volta di Francesco Correale, 17 anni, insignito del prestigioso riconoscimento il 7 maggio scorso dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “per l’impegno e il senso di solidarietà con cui ha affrontato le fasi immediatamente successive alla disastrosa esondazione del torrente Solofrana”, come si legge sul sito del Quirinale, che poi specifica: “Esemplare è stato il contributo di Francesco come volontario nei giorni dell’esondazione del torrente Solofrana, avvenuta a Roccapiemonte nel novembre del 2022. Animato da un forte senso civico e da un profondo attaccamento al territorio, Francesco fa parte fin dall’adolescenza del nucleo Protezione civile del proprio paese, e di fronte alla grave emergenza non ha esitato a mettersi a servizio della comunità con altruismo e spiccata capacità di collaborazione”.
Terzo di quattro figli, Francesco a settembre frequenterà il quinto anno del liceo scientifico con curvatura ambientale 2.0; nell’istituto, insieme ad altri studenti, si occupa della serra didattica, un progetto che mira a sperimentare metodi di coltivazione innovativi ad emissioni zero. Oltre allo studio, è impegnato attivamente nella parrocchia di San Giovanni Battista come responsabile del Gruppo Ministranti e della sacrestia e frequenta le attività dell’Azione Cattolica. Gode della stima e dell’amicizia del parroco don Giuseppe Ferraioli, il loro è «un rapporto di fiducia e stretta collaborazione», ci racconta Francesco.
E poi c’è il mondo del volontariato: Francesco ha ereditato questa passione dal padre e dal nonno. Da piccolo abitava a poca distanza dalla sede del Nucleo di Protezione Civile di Roccapiemonte – diretto per lungo tempo dal maresciallo Nicola Pagano, poi da Luigi Vuolo e attualmente da Umberto Cerrato – così ben presto ha iniziato a frequentare le attività e i corsi del Nucleo, sia a livello locale che a livello regionale.

Il 4 novembre 2022, in una piovosa giornata di autunno, Francesco al mattino era andato regolarmente a scuola. Tornato a casa, dopo pranzo, riceve una telefonata del maresciallo Pagano, che comunica a lui e agli altri volontari della Protezione Civile l’esondazione del torrente Solofrana a seguito della rottura degli argini che stava causando seri disagi alla popolazione della piccola frazione di San Potito.
All’inizio papà Mimmo e mamma Antonella sono comprensibilmente impauriti, Francesco ha appena 13 anni e farebbe meglio a starsene tranquillo a casa. Ma lo spirito di servizio di Francesco è più forte dei timori dei genitori: egli non esita a indossare la divisa e a raggiungere la zona dell’emergenza. La situazione che si ritrova davanti è catastrofica: l’acqua aveva totalmente invaso i piani più bassi delle abitazioni, c’era stato un corto circuito con un principio d’incendio e, fatto ancor più grave, oltre una trentina di anziani ospiti di una casa di riposo erano intrappolati nella struttura in cui risiedevano.
«Abbiamo iniziato ad evacuare la casa di riposo – ricorda Francesco –, trasferendo gli anziani nella sede della Protezione Civile e poi nella palestra del plesso scolastico di Santa Maria delle Grazie. Abbiamo trascorso la notte lì e poi il giorno seguente abbiamo cominciato a spalare il fango dalle cantine e dalle abitazioni. Ho ancora davanti agli occhi l’immagine dei Vigili del Fuoco che con il gommone trasportavano gli anziani. Probabilmente, se il fiume fosse esondato qualche ora prima, quando gli anziani erano al piano terra per il pranzo, l’acqua li avrebbe sommersi e avremmo registrato anche qualche morto».
Terminata l’emergenza, il Nucleo di Protezione Civile di Roccapiemonte aveva segnalato alla Presidenza della Repubblica l’impegno, la generosità e lo spirito di sacrificio di Francesco. Ora, dopo quasi quattro anni, il riconoscimento da parte del Presidente Mattarella, che il 7 maggio scorso ha ricevuto al Palazzo del Quirinale Francesco e gli altri 27 giovani insigniti quest’anno del titolo di Alfieri della Repubblica.
Francesco è stato accompagnato dai suoi familiari, dal sindaco di Roccapiemonte Carmine Pagano, nonché dai suoi amici del Nucleo di Protezione Civile e da una rappresentanza della comunità scolastica del liceo Rescigno. «Continua così. Quello che fai, lo fai bene», gli ha detto il Presidente quando gli ha consegnato la pergamena.
«Avevo già voglia di continuare a lavorare al servizio del prossimo, anche lavorativamente – commenta con noi Francesco –. Questo è stato un ulteriore incoraggiamento».
Sì, continua così, Francesco, perché quello che fai, lo fai proprio bene.
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