Ci sono date che non restano semplicemente scritte sul calendario, ma diventano memoria viva di una storia. Per il servo di Dio don Enrico Smaldone, il mese di luglio custodisce due momenti decisivi. Il 13 luglio 1941 la sua ordinazione sacerdotale, ricevuta dalle mani del vescovo monsignor Teodorico De Angelis. Appena otto anni dopo, il 10 luglio 1949, la posa della prima pietra della Città dei Ragazzi.
La posa della prima pietra
Il caldo dell’estate non spegneva l’entusiasmo: nel cuore di don Enrico c’era la forza di una speranza nuova, simile alla rugiada che al mattino accarezza un fiore appena sbocciato. Alla cerimonia presero parte numerose autorità civili e religiose: l’onorevole Ercole Marrazza, sottosegretario all’Interno, i parlamentari campani, il prefetto e il questore di Salerno, i sindaci del territorio, l’ingegnere Paolo Ales, autore del progetto, e il dottor Lamaro che, con la sua impresa di costruzione, si era impegnato a realizzare l’opera.
Accanto a loro c’erano soprattutto i cittadini angresi, coinvolti fin dall’inizio da don Enrico: gli operai delle Cotoniere Meridionali, che due volte al mese rinunciavano alla mensa aziendale per sostenere la Città dei Ragazzi, e le maestranze della Elvea, che offrivano un contributo mensile. A benedire l’avvio dell’opera fu monsignor Demetrio Moscato, arcivescovo primate di Salerno. Con don Enrico c’era anche Pasquale Cirillo, un bambino raccolto sulla strada Pompei-Scafati e accolto nella sua casa paterna, destinato a essere tra i primi abitanti della Città.
Nel suo discorso don Enrico affidò a Dio il sogno di tanti ragazzi dimenticati: «Essi forse vedono trepidanti nel loro avvenire buio ed incerto brillare un raggio di luce, sorridere una speranza. È l’eco di queste cerimonie che li agita, è l’eco dell’impegno che assumiamo innanzi a Dio di tendere loro la nostra mano pietosa che illumina di un raggio di conforto e fa loro sorridere una speranza».



Le celebrazioni
Nel ricordo di questi anniversari, lunedì 13 luglio, alle ore 19, nella cappella della Cittadella della Carità dedicata a don Enrico Smaldone, il vescovo monsignor Giuseppe Giudice presiederà una Celebrazione Eucaristica aperta all’intera comunità diocesana. Sarà un’occasione per rendere grazie al Signore per la testimonianza di un sacerdote che ha saputo trasformare il Vangelo in opere concrete di accoglienza, educazione e promozione umana.
La sua eredità continua ancora oggi a generare frutti. Proprio in queste settimane, dal 6 al 20 luglio, la Cittadella della Carità, affidata alla Fraternità di Emmaus, ospita un centro diurno dedicato ai bambini delle famiglie seguite dal Progetto Famiglia. Ogni mattina i piccoli vivono momenti di preghiera, gioco, condivisione e laboratori dedicati alla scoperta e alla gestione delle emozioni, in un’iniziativa che si ispira direttamente allo stile educativo di don Enrico.


Le iniziative del Comitato
Accanto al momento di preghiera promosso dalla Chiesa diocesana, anche il Comitato Don Enrico Smaldone celebra il 77° anniversario della posa della prima pietra della Città dei Ragazzi con un programma di iniziative patrocinato dal Comune di Angri. Le celebrazioni prenderanno il via venerdì 10 luglio, alle ore 18, con l’inaugurazione della mostra «Un Uomo e il suo Sogno», allestita nella Sala Pinacoteca del Castello Doria, dove saranno esposte le opere vincitrici del concorso artistico dedicato a don Enrico. La mostra resterà visitabile fino a domenica 12 luglio.
Sempre domenica 12 luglio, alle ore 10.30, negli spazi del Castello Doria, si terrà la seconda edizione della Giornata della Disconnessione, con laboratori e attività rivolti a bambini e ragazzi per promuovere un uso più consapevole delle tecnologie e riscoprire il valore delle relazioni, della creatività e del tempo condiviso. Il programma comprende anche due escursioni alla scoperta del territorio: sabato 11 luglio, con partenza alle ore 7 dai Cancelli dell’Acquedotto, l’itinerario «Verso il Caucaruso e la Grotta del Caprile» e, domenica 12 luglio, alle ore 9, l’escursione «Verso il Chianiello», organizzata insieme all’Associazione Amici del Chianiello.
La Celebrazione eucaristica di lunedì 13 luglio rappresenterà così il momento culminante di alcuni giorni dedicati alla memoria del servo di Dio don Enrico Smaldone, unendo la preghiera alle iniziative culturali, educative e sociali che continuano a far conoscere la sua testimonianza e il suo instancabile servizio a favore dei più piccoli.

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