Diventare cristiani: un cammino che non finisce

Dalla rinascita battesimale al dono dello Spirito fino alla mensa eucaristica, l’Iniziazione cristiana accompagna il credente in una crescita continua nella fede, nella comunione e nella testimonianza.
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La Confermazione (o Cresima) non può essere ridotta a un mero traguardo burocratico dell’itinerario catechistico, né a un’appendice autonoma del Battesimo. Essa rappresenta il «perfezionamento della grazia battesimale» e il consolidamento del legame ecclesiale. In una prospettiva autenticamente mistagogica, questo sacramento non conclude un percorso, ma inaugura il tempo della «responsabilità pneumatica», nel quale l’effusione dello Spirito Santo abilita il credente alla testimonianza pubblica (martyria) nell’orizzonte della vita quotidiana.

La duplicità terminologica racchiude la densità del suo dinamismo mistagogico.

Il termine «Confermazione» ne evidenzia l’intrinseca continuità teologica con il lavacro rigenerativo, di cui ratifica e corrobora l’efficacia (Catechismo della Chiesa Cattolica, 1289). Sotto il profilo mistagogico, esso rivela che la fede non è un possesso statico, ma un cammino che necessita della costante conferma della Chiesa.

Il termine «Cresima», invece, ancora l’evento sacramentale alla concretezza del «sacro crisma», l’olio profumato consacrato dal vescovo. Questo legame linguistico e rituale rimanda direttamente a Cristo, l’Unto dello Spirito.

Nella trama dell’iniziazione cristiana, la Confermazione opera una mirabile inversione relazionale: se nel fonte battesimale lo Spirito Santo immerge il neofita nel Corpo di Cristo, nell’evento crismale è il Risorto che colma il fedele del suo Spirito, consacrandolo quale testimone attivo del Vangelo. La catechesi post-battesimale trova qui il suo nucleo pulsante: aiutare il confermato a comprendere l’unzione ricevuta non come un rito relegato al passato, ma come una conformazione interiore che lo rende partecipe della missione regale, profetica e sacerdotale di Cristo, trasformando la sua stessa esistenza in un’offerta vivente.

L’Eucaristia, culmine escatologico e compimento permanente dell’Iniziazione

L’Eucaristia costituisce la «meta e il centro gravitazionale» dell’intero cammino iniziatico. È il traguardo nel quale l’architettura dei sacramenti dell’iniziazione trova il suo compimento e, al tempo stesso, la sua sorgente inesauribile. Il primo accostamento del neofita alla mensa eucaristica sancisce la sua piena incorporazione alla comunità ecclesiale e la sua comunione sponsale con il Risorto.

Nella riflessione mistagogica post-battesimale, l’Eucaristia domenicale si rivela il luogo nel quale l’iniziazione viene continuamente riattualizzata e vissuta.

Ricevendo il Corpo e il Sangue di Cristo, il credente non compie un atto di devozione intimistica, ma partecipa all’azione mediante la quale «l’Eucaristia fa la Chiesa». La mistagogia post-battesimale ha il compito fondamentale di legare la frazione del pane alla frazione della vita: il neofita apprende che la comunione sacramentale con il Risorto esige e fonda la comunione fraterna all’interno della concreta comunità ecclesiale, rendendo l’iniziazione un processo permanente di conversione e di assimilazione al mistero pasquale.

Francesco Amarante

Iniziamo alla fede. Curata dalla Commissione per la Catechesi, la rubrica guida i lettori alla scoperta del documento «Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro (Lc 24,15) – Cammino diocesano per l’Iniziazione Cristiana», proponendo un percorso di riflessione e crescita nella fede.

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