Anna Russolillo: “Vi racconto perché ho aderito alla Rete mondiale di preghiera del Papa”

Anna Russolillo è una delle più giovani aderenti a livello diocesano. Docente di Matematica e Fisica nelle scuole statali ha aderito perché «mi educa a non restare chiusa nelle mie preoccupazioni, ma ad allargare il cuore alle intenzioni del Papa e ai bisogni concreti del mondo»
Anna Russolillo

A livello diocesano, Anna Russolillo è tra le più giovani aderenti alla Rete mondiale di preghiera del Papa. È docente di Matematica e Fisica e operatrice pastorale nella parrocchia San Giovanni Battista di Nocera Inferiore, dove anima la RMPP. Ha aderito da qualche anno, anche se il gruppo è presente nella sua comunità da oltre un secolo. Da bambina, ragazza e ora giovane donna ha sempre incrociato, tra le navate della chiesa e dell’oratorio, le signore, ma anche qualche uomo, con indosso lo scapolare. In quegli anni si trattava ancora dell’Apostolato della preghiera. Ne è poi rimasta colpita, decidendo di aderire alla Rete.

«Questo movimento mi dice prima di tutto che la fede non è qualcosa di isolato o individuale, ma una relazione viva che si apre al mondo intero. Entrare in questa Rete significa sentirmi parte di una Chiesa che prega unita, che porta davanti al Signore le gioie e le ferite dell’umanità. È una scuola di sguardi: mi educa a non restare chiusa nelle mie preoccupazioni, ma ad allargare il cuore alle intenzioni del Papa e ai bisogni concreti del mondo».

Una preghiera al Cuore, che però non può essere derubricata a un qualcosa del cuoricino, di sentimentale o solamente devozionale. «È un cammino molto concreto. La preghiera non resta qualcosa di astratto, ma diventa vita quotidiana: offrire, affidare, intercedere. È un modo per dire che anche da giovane posso partecipare attivamente alla missione della Chiesa, nonostante i miei limiti. Penso che questo sia un messaggio importante anche per tanti altri giovani: non serve essere “perfetti” per pregare e per sentirsi parte di qualcosa di grande. Basta avere un cuore disponibile», racconta.

Un qualcosa che non sa di vecchio, ma è una proposta attuale, contemporanea, anche giovane: «Sarebbe bello far conoscere di più anche il MEG (Movimento Eucaristico Giovanile), legato alla Rete mondiale di preghiera. Anche se non è ancora presente nella nostra Diocesi, rappresenta una proposta preziosa per i ragazzi e i giovani: un cammino che unisce amicizia, Eucaristia e impegno concreto nella vita quotidiana».

Un’opportunità per le giovani generazioni alla ricerca di esperienze autentiche, che li aiutino a incontrare Gesù e a sentirsi parte di una comunità viva: «La Rete mondiale di preghiera del Papa, anche attraverso il MEG, può essere una strada semplice ma profonda per rispondere a questo desiderio», l’esortazione e l’auspicio di Anna.

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