Le intenzioni di preghiera del Papa

A luglio il Santo Padre ha chiesto di pregare per il rispetto della vita umana, ad agosto per l’evangelizzazione nelle città.
Un frame del video realizzato da Vatican Media per le intenzioni di preghiera. Papa Leone XIV è ritratto in preghiera nella cappella di San Pellegrino in Vaticano.

Ogni mese il Papa affida alla sua Rete delle intenzioni di preghiera che riflettono le sue profonde preoccupazioni per l’umanità e per la missione della Chiesa. Queste intenzioni rappresentano un appello globale a trasformare le nostre preghiere in “gesti concreti” e in una trasformazione del cuore.

«È una bussola per una missione di compassione per il mondo. Propone un percorso per mobilitarci ogni mese, attraverso la preghiera e il servizio, per costruire un mondo più umano e solidale e di coltivare un atteggiamento personale e comunitario capace di trasformare la realtà che ci circonda», spiegano dalla Rete mondiale di preghiera del Papa.

Queste intenzioni di preghiera sono il prodotto di un lungo processo sinodale di discernimento all’interno della Chiesa, in diversi Paesi del mondo, che comprende le proposte di vari dicasteri, congregazioni e servizi della Santa Sede. Alla fine di questo processo, che dura vari mesi, il Papa riceve le proposte e si prende un tempo per pregare e discernere sulle sfide dell’umanità e della missione della Chiesa.

Successivamente affida a tutti i fedeli le sue dodici intenzioni di preghiera.

L’intenzione che Leone XIV ha affidato per giugno 2026 è per «i valori dello sport». Il Santo Padre aveva chiesto di pregare «affinché lo sport sia uno strumento di pace, incontro e dialogo tra culture e Nazioni, e perché promuova valori come il rispetto, la solidarietà e il miglioramento personale».

La preghiera di luglio è per il rispetto della vita umana.

«Preghiamo per il rispetto e la difesa della vita umana in ogni sua tappa, riconoscendola come dono di Dio», affida il Papa. Ad agosto, invece, il Pontefice chiede di pregare per l’evangelizzazione nelle città: «Perché nelle grandi città, spesso segnate da anonimato e solitudine, riusciamo a trovare nuove forme di annuncio del Vangelo, scoprendo vie creative per costruire comunità».

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