Sant’Antonio e Santi Sposi: le chiese di Poggiomarino

La storia di Poggiomarino si snoda attorno ai suoi luoghi di culto e vive i suoi avvenimenti principali insieme allo sviluppo religioso.
Chiesa di Sant’Antonio di Padova in Poggiomarino

La storia di Poggiomarino si snoda attorno alla piccola cappella di Sant’Antonio, consacrata nel 1649 circa, e vive i suoi avvenimenti principali insieme allo sviluppo religioso.
Infatti nel 1700, quando la popolazione cresce di numero e non è più sufficiente la cappellina, si chiede al principe di Striano De Marinis, da cui dipendeva Poggiomarino, il permesso di erigere una nuova chiesa.

Essa fu costruita dal popolo e consacrata da monsignor Francesco De Novellis attorno al 1753.

Nel 1900 la chiesa fu chiusa e riaperta solo a seguito di un restauro. Nel 1943 l’edificio sacro fu distrutto dai tedeschi, insieme ai tanti palazzi nobiliari di Poggiomarino; fu ricostruita dal Genio Civile di Napoli in stile neoclassico semplificato. 

La facciata principale, distinta in due ordini, termina con un timpano triangolare. Al centro del primo ordine troviamo il pronao incorniciato da due colonne corinzie e al centro dello stesso è posto il portale d’ingresso, in pietra, con sovrastante architrave. Il secondo ordine è scandito da lesene con capitelli che sorreggono la trabeazione, al centro del secondo ordine è posta una finestra ad arco mentre ai lati di quest’ultima vi sono due nicchie.

Il prospetto principale è completato dal campanile a pianta quadrata realizzato anch’esso in elemento lapidei intonacati e scandito in verticale da più ordini. L’interno è a pianta rettangolare scandito da tre navate, una centrale e due laterali inquadrate in archi a tutto sesto con tre altarini per lato lungo le pareti.

Le mura longitudinali della navata centrale si ergono oltre il solaio e sorreggono le strutture della copertura. Il presbiterio è delimitato da un arco a tutto sesto che si innalza fino all’altezza della volta centrale. Le due navate presentano una copertura con solai piani, la navata centrale è coperta da una volta a botte. Il tetto a due falde è realizzato con capriate lignee, tavolato e tegole marsigliesi in terracotta.

La zona presbiterale ha subito una notevole trasformazione nel restauro del 2005.

Cappella Santi Sposi in Poggiomarino

La parete semicircolare che la separava dal deambulatorio è stata sostituita da una quinta muraria che ha permesso di far avanzare il presbiterio stesso, avvicinando l’altare all’assemblea, accogliendo la sede del celebrante e il tabernacolo. Tutti gli elementi del presbiterio sono stati realizzati in pietra irpina, adeguandoli alle norme del Concilio Vaticano II.

La chiesetta dei Santi Sposi ricade sempre nel territorio parrocchiale di Sant’Antonio. È stata consacrata il 28 aprile 1968 dal vescovo di Sarno, monsignor Alfredo Vozzi. Il suolo su cui insistono la chiesa, la canonica, l’oratorio, il campo di calcio e le sale parrocchiali venne donato nel 1954 da Emilio Iervolino in memora del figlio Antonio. Tutto il complesso è retto dai Padri Stimmatini, che fecero il loro ingresso ufficiale in Poggiomarino il 14 ottobre 1951.

La facciata moderna, prospiciente via Iervolino, si presenta semplice: è caratterizzata da un’intersecazione di forma quadrata, l’ingresso è sormontato da una croce in ferro, e una forma cilindrica sul lato destro. All’interno si presenta ad unica navata.

Angelo Santitoro

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