La tutela e la valorizzazione del bacino del Sarno trovano nuova linfa nella sinergia inedita tra accademia e gestione operativa. È questo il cuore della partnership tra il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno (Laboratorio di Geostoria) e il Consorzio di Bonifica del Sarno.
L’ente di Nocera Inferiore e l’ateneo salernitano hanno stretto una collaborazione che consentirà di riscoprire la storia della bonifica nella valle del Sarno.

Il progetto, nato dalla lungimiranza del presidente del Consorzio di bonifica comprensorio Sarno, Mario Rosario D’Angelo, ha visto l’istituzione di una borsa di dottorato dedicata allo studio del bacino idrografico. Sotto la cura scientifica dei professori Pierluigi De Felice e Silvia Siniscalchi, la ricerca ha dimostrato come la dimensione idrografica del Sarno sia indissolubilmente legata a quella culturale e sociale della comunità.
«Il Sarno non è solo un corso d’acqua, ma un elemento d’identità territoriale», spiegano i curatori. «Rafforzare il legame tra la comunità e il fiume – continuano – è il primo passo verso una sostenibilità reale e condivisa».
Uno dei pilastri dell’accordo riguarda la sistemazione dell’archivio storico del Consorzio, un lavoro complesso attualmente in itinere.
Ad oggi, è stata completata la prima fase di riordino relativa al periodo tra la seconda metà degli anni Cinquanta e gli anni Ottanta del secolo scorso. Il reperimento di fonti documentali inedite ha permesso di ricostruire l’evoluzione storica e idrografica del comprensorio, fornendo basi scientifiche per la gestione attuale.
Il futuro della collaborazione punta su obiettivi ambiziosi e strumenti digitali all’avanguardia: rendere l’intero archivio consultabile online per studiosi e cittadini; analisi GIS (Geographic Information System) e implementazione di sistemi cartografici digitali per analisi diacroniche, utili a monitorare le trasformazioni del suolo nel tempo; avvio di campagne di comunicazione e sensibilizzazione per trasformare il Sarno in un «sistema» riconosciuto e tutelato dalla collettività.
Questa collaborazione dimostra come l’integrazione tra competenze scientifiche e amministrative sia la chiave per l’ottimizzazione di un territorio ricco di valori, troppo spesso sottovalutati, che necessitano di essere messi a sistema.
Barbara Ruggiero
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