Una curiosissima bambina, Vittoria, mi ha coinvolta in un gioco dei perché intorno ad una vivace gerbera rosa. Perché del colore, della forma, della dimensione, della presenza dei pistilli e del polline. Nel rispondere a ciascuna mi sono scoperta ancora più meravigliata di quanta bellezza c’è nei fiori. Ne esistono oltre 400.000 specie tanto che risulta impossibile classificarli tutti. Per orientarsi si dividono solitamente per struttura botanica o per stagionalità.
Dal punto di vista ecologico, i fiori sono l’organo riproduttivo delle angiosperme e rivestono un ruolo fondamentale in quanto garantiscono la biodiversità e la conservazione delle specie vegetali. Supportano gli impollinatori: attraverso colori, forme e profumi, attirano insetti (api, farfalle) e uccelli a cui forniscono nutrimento (polline e nettare), ed in cambio, questi trasportano il polline, permettendo la fecondazione e quindi la riproduzione. Inoltre, ospitano insetti utili (detti antagonisti) che si nutrono di parassiti dannosi per le piante, come gli afidi, preservando l’equilibrio dell’ecosistema.
I fiori oltre ad annunciare le stagioni, parlano un linguaggio proprio: florigrafia. Da secoli sono utilizzati per esprimere sensazioni che non sempre si possono pronunciare.
Oggi, anche considerando le importanti funzioni ecologiche che svolgono, assumono un significato in più, ma è importante acquistarne di produzione locale affinché il loro commercio non comporti impatti negativi sull’ecosistema.
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