«La Pia Unione Ammalati fa parte della Chiesa oppure è un gruppo a sé, perché è un’associazione laicale?». Questa è la seconda domanda che i soci pongono ad Alfonso Russo per comprendere meglio la spiritualità e l’azione dell’associazione.
«La Pia Unione Ammalati non è affatto un gruppo spontaneo, un gruppo a sé, se fosse così non avrebbe ragione di esistere e tutto il suo lavoro sarebbe inutile – scrive il Servo di Dio -. La Pia Unione Ammalati fa parte della Chiesa e si considera tale perché ha avuto l’approvazione dell’Autorità Ecclesiastica; i Vescovi ne hanno approvato lo Statuto e ne hanno incoraggiato, con lettere ed esortazioni, l’apostolato. Il nostro apostolato fra gli Ammalati e i sofferenti viene svolto non solo in nome di un programma che è Regola, ma anche nelle direttive e col consenso dei Vescovi. Noi difendiamo sempre il nostro apostolato nella volontà dell’Autorità Ecclesiastica, che per la Pia Unione Ammalati è vita e, nel momento in cui i Vescovi – non un Vescovo – non ci vogliono, diremo: “Questa è la Volontà di Dio; in questi anni abbiamo fatto del nostro meglio in un apostolato non facile!” Abbiamo cercato di seminare il buon seme. Inoltre la Pia Unione Ammalati è associazione laicale perché è costituita e diretta da laici de “mandato Episcopi”. Ha ricevuto la prima approvazione dal Vescovo di Nusco; la stessa Autorità Ecclesiastica non ha creduto di aggregarla ad alcuna famiglia religiosa, perché, essendo laicale, più facile è l’apostolato in mezzo ai laici. La Pia Unione Ammalati è laicale, ma viene guidata da sacerdoti; anzi, a fianco di tutti i membri della Pia Unione Ammalati ci sono dei laici che emettono i voti di povertà, castità e obbedienza annualmente».
Viene posta un’ulteriore domanda per la comprensione dell’Opera: qual è la spiritualità della Pia Unione Ammalati?
A tal proposito si legge: «La spiritualità della Pia Unione Ammalati è impostata sulla dottrina spirituale di sant’Alfonso Maria de Liguori; perciò essa è Cristocentrico – mariana. Poggia su: 1) Gesù Crocifisso: guardarlo in tutta la sua estensione, quindi la sofferenza umana unita alla passione di Cristo; 2) Gesù Eucarestia: l’oggetto della vita d’unione dell’uomo con Cristo, da qui l’adorazione, il ringraziamento, la riparazione, l’impetrazione; 3) la devozione alla Madonna, considerata come Maestra e guida nella vita della Pia Unione Ammalati, attuando quanto Ella ha chiesto nelle varie apparizioni e particolarmente a Lourdes e a Fatima; 4) la preghiera come mezzo valido e sicuro per ottenere da Dio gli aiuti a perseverare nella grazia e nell’apostolato intrapreso.
Queste devozioni sono i cardini della spiritualità della Pia Unione Ammalati, quindi punti inderogabili, e sono corroborate dalla meditazione del Vangelo e dalla recita quotidiana del Rosario.
L’anima del nostro apostolato è la carità. San Paolo ci viene in aiuto e ci sprona con le sue parole: “la carità di Cristo ci spinge” (2 Cor 5,14); “Spenderò ben volentieri del mio ed anche tutto me stesso per le anime vostre” (2 Cor 12,15). San Paolo è l’esempio grandissimo per testimoniare l’amore intimo che dobbiamo avere per i nostri fratelli, soprattutto sofferenti».
Viene chiesto ancora: quali sono le esigenze dell’apostolato e come occorre praticarlo? Alfonso Russo risponde così: «In un campo tanto vasto e pieno di esigenze, che cambiano da paese a paese, da persona a persona, non è possibile mettere dei limiti. Ciò significherebbe o standardizzare o fossilizzare l’apostolato. Le linee del programma della Pia Unione Ammalati sono determinate dallo Statuto approvato dai Vescovi; però quel programma è elastico e viene adattato alle molteplici esigenze e condizioni in cui viene svolto l’apostolato. Volerlo attuare ad ogni costo nei limiti dello Statuto, in ogni paese e per ogni persona, sarebbe distruggere lo Statuto, l’apostolato e la stessa Associazione. Lo Statuto è una norma che deve mantenere lo spirito dell’Associazione, ma l’attuazione va regolata secondo le direttive dell’Autorità Diocesana e secondo i bisogni e le esigenze dei luoghi e delle persone. Per quanto possibile, mantenersi nella linea dello Statuto e nello spirito dell’Associazione, perché non perda la sua vera ed autentica fisionomia. Come, per esempio, per noi l’ammalato deve essere sempre soggetto attivo ed oggetto di premura fraterna in Cristo. Ciò per noi è fondamentale! Il nostro apostolato, come qualsiasi altro apostolato, si trova quasi sempre di fronte a esigenze di ambiente povero, abbandonato, trascurato, affamato, sporco, angusto – una sola stanza per un nucleo familiare numeroso – immorale, irreligioso, ladronesco, di mala vita, etc… L’apostolato presenta così delle non lievi difficoltà; allora si richiede: 1) spirito profondamente cristiano, 2) forte nella virtù, 3) generoso nella carità, 4) paziente nella bontà, 5) dolce nell’insistenza, 6) umile nel chiedere e nel dare, 7) prudente nell’indagare, 8) largo nel perdonare, 9) gioioso nelle pene, 10) aperto nell’accogliere».
Don Gaetano Ferraioli, direttore Pia Unione Ammalati Cristo Salvezza
Questa rubrica, curata da don Gaetano Ferraioli, intende approfondire la vita e l’opera del Servo di Dio Alfonso Russo (1943–2013), fondatore della Pia Unione Ammalati Cristo Salvezza
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