Cosa vedere al cinema: i consigli di maggio

Arriverà nelle sale italiane dal prossimo 28 di maggio “L’amore che rimane”. I consigli di “In sala”.
Foto di Werner Redlich da Pixabay

Con l’arrivo dei primi caldi i nostri consigli vanno a ricercare le temperature fresche e si spostano decisamente verso Nord, sia d’Europa (l’Islanda) che della Francia.

Arriverà nelle sale italiane dal prossimo 28 di maggio “L’amore che rimane” del cineasta islandese Hlynur Pálmason, già autore nel recente passato del bellissimo “Godland – Nella terra di Dio”, che aveva come protagonista un sacerdote danese che, alla fine dell’Ottocento, veniva mandato nell’allora colonia islandese per documentare usi e costumi e impiantare una nuova parrocchia, finendo (inevitabilmente) stritolato da un mondo sconosciuto e forse inconoscibile. Il suo nuovo film è l’analisi spietata di un amore andato in pezzi e delle macerie susseguenti, tra figli spaesati e nuova ricomposizione di spazi e vita.

Un assunto basico e raccontato milioni di volte in qualunque forma d’arte e media, ma che Pálmason riesce a rinfrescare grazie ad una modalità rappresentativa composita e multiforme, che inserisce i protagonisti nell’ancestrale paesaggio islandese senza che questi riescano a prevaricarlo, a relegarlo a sfondo e secondo piano. Dettagli materici, incursioni di realismo magico, industrial e land art, vertiginose inquadrature del Mare del Nord solcato da pescherecci, tutto concorre alla composizione di un ritratto insieme contemporaneo e ancestrale, dove l’Umano e le sue piccole/grandi vicissitudini è solo una parte del tutto, in balìa delle stagioni, sovrastato dalla tecnica e parimenti capace di utilizzarla per gli scopi più vari, anche quelli artistici.

Seconda segnalazione per “E i figli dopo di loro”, diretto dai gemelli Ludovic e Zoran Boukherma, già in Concorso alla Mostra di Venezia nel 2024. Ambientato nello spazio delle estati tra il 1992 e il 1998, con significativi salti temporali e una chiusura sulla Francia multietnica in festa per la vittoria ai Mondiali organizzati in casa, il film è un manifesto generazionale intenso, emotivo e trascinante.

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