Diaconi permanenti: chiamati a servire Dio e i fratelli

Il cammino verso il diaconato permanente di Gianluca Esposito, Francesco Forte, Massimo Gambardella e Michele Ruggiero.
I quattro aspiranti diaconi permanenti con don Andrea Annunziata e il cardinale Lazzaro You Heung-sik, prefetto del Dicastero per il Clero.

Ruggiero sono i quattro aspiranti al diaconato permanente che presto andranno ad arricchire la famiglia della Chiesa diocesana. Un ministero ordinato che è servizio: è proprio questo il significato specifico del termine diaconia. La Costituzione dogmatica Lumen gentium specifica che «vengono imposte le mani non per il sacerdozio ma per il servizio». Il compito principale è quello di evangelizzare a partire dalla proclamazione del Vangelo. Poi c’è il compito di “santificare”: il diacono amministra il Battesimo, distribuisce la Comunione, benedice il Matrimonio, preside le esequie. Si tratta di un servizio di prossimità. Inoltre, è un «dispensatore della carità», come lo definiscono i vescovi italiani. «La loro missione e il loro contributo consistono in questo: nel ricordare a tutti noi che la fede possiede un’essenziale dimensione di servizio a Dio e ai fratelli», parole di papa Francesco.

Tutti e quattro i futuri diaconi sono sposati e hanno dei figli. Una condizione che è lievito per la comunità: «Affrontando con spirito di fede le sfide della vita matrimoniale e le esigenze della vita quotidiana, essi rafforzano la vita familiare non solo della comunità ecclesiale ma dell’intera società», sottolineò san Giovanni Paolo II parlando ai diaconi permanenti degli Stati Uniti.

Il loro cammino è iniziato nel 2019, quando nelle rispettive comunità gli è stato chiesto se volessero intraprendere un percorso di approfondimento. Successivamente hanno avuto un colloquio con il vescovo Giuseppe Giudice, poi è iniziato il cammino di discernimento sotto la guida di don Andrea Annunziata. Partiti in 19, sono arrivati alla meta in sei, anche se solo loro quattro hanno poi deciso di compiere il passo decisivo.

Dopo una serie di incontri comunitari e personali con sacerdoti e diaconi, nel 2022 intraprendono il percorso di studi all’Istituto di Scienze Religiose di Salerno per studiare Teologia morale, fondamentale, i Sacramenti, le Sacre Scritture, l’Ecclesiologia, cammino che si è concluso nel 2025. Quest’anno, invece, stanno approfondendo gli aspetti pastorali del loro servizio. Un percorso non proprio agevolissimo, sia per questioni logistiche e temporali, divisi tra Dad e lezioni in presenza, sia perché per tutti si è trattato di riprendere in mano i libri dopo anni dagli studi scolastici. Ma è stata l’occasione per ritrovare la passione per l’approfondimento e la lettura, riscoprendo nelle loro famiglie dei validi supporti per lo studio. Le mogli e i figli hanno ricoperto un ruolo di sostegno fondamentale nella fase di discernimento e consapevolezza.

Gli aspiranti diaconi con le loro famiglie insieme ai loro parroci e ai diaconi permanenti della Diocesi insieme alle loro mogli.

Lo sottolinea Gianluca: «Non sapevo bene chi e cosa fosse un diacono. Quando don Salvatore (Agovino, ndr) mi fece questa proposta rimasi senza parole. Tenne a spiegarmi che era una chiamata che coinvolgeva tutta la famiglia. Ne parlai con mia moglie e i figli; loro mi hanno risposto che se era per “la mia gioia”, mi avrebbero accompagnato». Anche Michele riscontrò immediatamente il parere favorevole della moglie. Massimo, invece, aveva già cominciato un proprio percorso di approfondimento nel 2018, ma «da solo mi ero perso». La chiamata fece riemergere la passione e la voglia di provarci: «Ne ho parlato subito con mia moglie perché è anche una scelta di famiglia. Lei e le mie figlie mi hanno aiutato tantissimo con il metodo di studio». La scelta di Francesco è anche frutto dell’appartenenza al Cammino neocatecumenale: «Mia moglie e le mie figlie mi hanno appoggiato dicendo che era la continuazione del mio percorso personale».

I parroci hanno proposto persone che hanno ritenuto mature nella fede, con una solida base familiare, anche perché domani gli potrebbe essere chiesto di svolgere il proprio ministero in una parrocchia diversa da quella di origine. Una condizione a cui «siamo preparati dal primo giorno», ha detto Massimo. Ora c’è l’emozione che precede la data dell’ordinazione. «Abbiamo ricevuto il Lettorato e l’Accolitato e ora realizziamo che il momento sta arrivando. È un cambiamento di vita totale, un salto verso una responsabilità maggiore. Ci stiamo preparando spiritualmente affidandoci a Dio, consapevoli che la storia la scrive Lui», ha detto Gianluca. Tanti i momenti di condivisione che hanno segnato il percorso: «In particolare, le testimonianze degli altri diaconi permanenti della Diocesi, che ci hanno mostrato come vivano una vita normale nel lavoro e in famiglia. Poi un incontro al Goletto con il Vescovo e le mogli dei diaconi; vedere come li sostenevano ci ha fatto proiettare nel futuro», hanno ricordato Francesco e Gianluca.

Ora restano da compiere solo pochi passi verso una ordinazione che sarà per sempre. Gianluca, Francesco, Massimo e Michele si preparano ad affidare tutto alla volontà di Dio con il cuore pieno di gratitudine verso chi ha accompagnato i loro passi: dalle famiglie, ai parroci e al Vescovo.

Chi siamo

Gianluca Esposito ha 50 anni ed è della parrocchia Santa Maria delle Grazie in Lavorate di Sarno. È sposato con Rosa Esposito con cui ha tre figlie: Miriam, Beatrice e Benedetta. Lavora come consulente informatico.

Francesco Forte ha 58 anni ed è della parrocchia Santa Maria del Presepe in Nocera Inferiore, con una lunga esperienza nel Cammino Neocatecumenale. È sposato con Annarita Colella con cui ha due figlie: Maria e Aurora. Lavora come tecnico specialista di Enel.

Massimo Gambardella ha 48 anni ed è della parrocchia San Giovanni Battista in Nocera Inferiore. È sposato con Assunta Napoletano con cui ha due figlie: Irene e Chiara. È imprenditore nel settore del commercio ortofrutticolo.

Angelo Ruggiero, conosciuto da tutti come Michele, ha 52 anni ed è della parrocchia Santa Maria delle Grazie in Lavorate di Sarno. È sposato con Rossella Crescenzo con cui ha due figli: Pasquale e Mimmo. Lavora nella portineria dell’Università di Salerno.

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