Andrea Cardinali: «La mia strada verso il sacerdozio»

Dal Cammino delle 10 parole alle esperienze in Burkina Faso e in Francia. Il cammino di Andrea Cardinali verso l’ordinazione diaconale.

Quante mani lavorano insieme, in una silenziosa staffetta, per accompagnare un giovane alla scoperta della propria vocazione al sacerdozio? Nell’esperienza di Andrea Cardinali, i nomi da appuntare sul taccuino sono tanti, così come le esperienze che travalicano i confini diocesani.

Classe 1988, laurea triennale in ingegneria aerospaziale, il giovane originario di Pagani ha trovato la sua stella cometa nel cuore della notte, durante un’Adorazione Eucaristica guidata da don Alessandro Cirillo. «Siete certi che la vostra vocazione sia al matrimonio?» E ancora: «Tu che ti stai interrogando, vuoi donare la tua vita al Signore?» Domande che si fanno spazio nel cuore e vi mettono radici. È il dicembre del 2013, ma il suo cammino era iniziato anni prima.

Dopo aver ricevuto il Battesimo e la Prima Eucaristia nella parrocchia di Gesù Risorto a Pagani, guidata da don Antonio Guarracino, Andrea si trasferisce con la sua famiglia – la mamma Anna, il papà Gianluca e le sorelle più piccole Francesca e Angela Maria – nel centro della cittadina. Qui frequenta il liceo scientifico Mangino e successivamente si iscrive alla facoltà di ingegneria aerospaziale a Napoli. «Gli esami andavano bene, la matematica mi appassionava – racconta –, ma sentivo che quella non era la mia dimensione. Poco alla volta, il Signore è entrato nelle pieghe ordinarie del mio quotidiano».

25 marzo 2025 – Rinnovo della promessa di consacrazione con la Fraternità di Emmaus

In questo tempo di fatica interiore, comincia a frequentare l’Accademia Chopin, scuola di musica e canto con sede nella parrocchia di San Matteo Apostolo a Nocera Inferiore, dove incontra don Giuseppe Perano. «È diventato il mio punto di riferimento come confessore. Poi l’ho seguito da Nocera a San Valentino Torio e, su suo suggerimento, ho frequentato il Cammino delle 10 parole, ideato da don Fabio Rosmini e proposto da don Alessandro Cirillo. Questo percorso mi ha fatto molto bene, permettendomi di vivere la comunità e prepararmi al sacramento della Cresima».

A dicembre 2013 si tiene a Paestum, al Getsemani, il secondo ritiro previsto dal Cammino, segnato dall’annuncio a sorpresa di don Alessandro: «Vi aspetto questa notte alle tre». Nel cuore della notte offre una riflessione sulla vedova che getta due monetine nel tesoro del Tempio e rilancia con una provocazione: «Siete sicuri di volervi sposare? A te che ti stai interrogando dico: vuoi donare la tua vita al Signore?». «Perché no?», pensa il giovane. «In quella proposta mi sentivo a mio agio. Fa’ tu, Signore – dice –, ti consegno le password del mio cuore».

In quel periodo Andrea comincia a frequentare gli incontri per giovani della Fraternità di Emmaus, chiedendo sempre al Signore di aiutarlo a trovare la persona giusta. «C’era una ragazza che mi interessava – ricorda –, ma quella porta si chiuse perché l’interesse non era corrisposto. Ho letto questo episodio come un segno». La vita è una strada con tanti tornanti e, davanti a lui, adesso si apre un nuovo orizzonte.

Dal gennaio 2015 comincia un discernimento più profondo, accompagnato da don Silvio Longobardi. Andrea decide di fermarsi, lascia gli studi e intensifica la preghiera con la recita del Rosario e la Messa quotidiana. Parte per il Burkina Faso, dove vive un’esperienza intensa da maggio a luglio con la comunità dei consacrati del movimento. Matura in lui un orizzonte di vita consacrata, senza pensare ancora al sacerdozio, provocato dall’amore concreto dei consacrati. «La mia vita era piena di entusiasmo» dice. Il 7 giugno emette la promessa eucaristica, partecipando alla Messa tutti i giorni e all’Adorazione eucaristica settimanale. «È stato il miglior investimento della mia vita».

A settembre parte per la Francia e accompagna don Silvio Longobardi a Lisieux per supportare la pastorale del santuario di Santa Teresina e approfondire la spiritualità dei suoi genitori, Luigi e Zelia Martin. «Lì ho incontrato spiritualmente santa Teresa di Gesù Bambino, patrona del movimento. Prima attraverso i suoi scritti, poi respirando il clima della cittadina dove è cresciuta, ho conosciuto il volto misericordioso di Dio».

In Francia vive altre due tappe del cammino di consacrazione: il postulato nel 2016 e l’inizio del noviziato nel 2017. «Rientrati da Lisieux, ci siamo trasferiti a Pompei. Potrei dire che Teresa mi ha affidato alla Madre». È in questo periodo che si rasserenano anche i rapporti con la sua famiglia, che aveva fatto un po’ di fatica a comprendere il percorso interiore del figlio. Il primo ottobre 2018 si conclude il cammino con la Promessa di Consacrazione: Andrea si impegna a vivere secondo i consigli evangelici e la «piccola via» di santa Teresa.

Quando nella vita di fede si pensa di essere arrivati, il Signore apre nuovi orizzonti. «Mentre vivevo la consacrazione come cuore della mia vocazione, sostenuto dagli sposi della Fraternità, è emersa con forza la chiamata al sacerdozio». Nel 2018 si iscrive alla facoltà di Teologia; nel 2023, dopo un colloquio con il vescovo Giuseppe, entra in seminario. «Il Vescovo e il rettore hanno individuato per me un percorso personalizzato, facendomi iniziare dal terzo anno, dalla “tappa configuratrice”. Il seminario ha custodito e rafforzato la vocazione, innestandola in un orizzonte più ampio: si diventa sacerdoti per la Chiesa. Per me è una “scuola degli affetti” e una palestra di fraternità».

Nel 2024 ha conseguito il baccalaureato con una tesi sulla Riconciliazione e ha iniziato la licenza in Teologia pastorale, preparando la tesi su pedagogia pastorale e cura delle fragilità. In attesa dell’ordinazione diaconale, che riceverà dalle mani di monsignor Giuseppe Giudice, verso il quale nutre profonda gratitudine per l’accompagnamento ricevuto, Andrea ricorda anche le altre mani premurose che lo hanno sostenuto nel cammino.

«Sono molto grato a don Carmine Citarella, responsabile dei seminaristi, un padre buono e premuroso. Vivo ad Angri, nella casa del Buon Pastore, all’interno della Cittadella della carità “don Enrico Smaldone”, con tre sacerdoti (don Silvio Longobardi, don Domenico D’Ambrosi e don Ferdinando Di Maio, nda). Presto il mio servizio nella parrocchia della Santissima Annunziata, una comunità accogliente affidata a don Antonio Mancuso, da cui sto imparando tantissimo: un’esperienza che definisco una palestra di formazione concreta».

Inondato di grazia, Andrea è pronto a ricambiare l’amore ricevuto dal Signore.

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