La festa patronale di san Prisco è sempre l’occasione per richiamare ai temi della cittadinanza e dell’impegno ecclesiale. Il vescovo Giuseppe Giudice non ha mancato all’appuntamento. Durante il pontificale di questa mattina nella Cattedrale nocerina. Il pastore ha chiesto che ci sia «un sussulto di moralità nella nostra diocesi perché tante situazioni che rallentano il cammino possano essere illuminate da questa luce che viene dai padri».
Un augurio a cui ha aggiunto una riflessione/domanda in primis ecclesiale: «Come mai tutte queste feste e questi momenti religiosi non producono una vita nuova, bella e anche moralmente sana? Questo dovrebbe interrogarci per uscire dalle scenografie e andare al cuore della gente delle nostre città. Ne abbiamo bisogno». Il tema delle feste da ri-animare e della pietà popolare in generale è molto caro al vescovo. Così come la riscoperta delle radici.
L’omelia
Nell’omelia del pontificale – hanno concelebrato il vicario generale monsignor Enzo Leopoldo, il parroco don Vincenzo Spinelli e gran parte del clero diocesano – ha riflettuto sulla radice del nome Prisco. «È bello approfondire il significato del nome Prisco che vuol dire appartenente ad età antiche, nobili; il Petrarca parla delle “prische genti”, e Leopardi della “prisca etate”», ha detto.
Un significato che è un esempio: «San Prisco porta già nel nome i segni di un ministero antico, nobile e fruttuoso, densamente ecclesiale. San Prisco ci insegna che mai si può essere missionari senza una vera comunione, comunione effettiva con la Santa Sede e con le Istituzioni. Una Città che cresce, e una Chiesa che vive nella Città non da dirimpettaia, sono il segno di una creativa fedeltà al passato, e che vive l’oggi con grande responsabilità. Non possiamo delegare ad altri il nostro tempo, questo tempo drammatico e stupendo, e il nostro territorio, ricco e fragile nello stesso tempo».
Monsignor Giudice ha aggiunto: «Non è consentito in questo momento dimetterci dall’impegno personale nel confuso cantiere del mondo. Alla scuola di San Prisco, in sinergia tra Città e Chiesa, vogliamo impegnarci a spargere semi di bene, onestà, lealtà, sicurezza, dialogo, affinché il territorio diventi sempre più città abitabile».
La festa procede ancora oggi e domani, scopri tutto il programma.
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