Discorso alla Città 2026: un bel momento di Chiesa

Un momento del discorso alla Città 2026

Bisogna «restare nelle città» e «custodirle», farle vivere perché «sono vita». È il senso del Discorso alla Città che, come ogni anno, il vescovo di Nocera Inferiore-Sarno, monsignor Giuseppe Giudice, tiene in apertura del novenario per la festa del patrono san Prisco.

Ieri mattina, all’appuntamento nella Cattedrale nocerina era presente per una delle sue prime uscite pubbliche anche il nuovo procuratore capo della Repubblica, Luigi Alberto Cannavale.

Nutrita la presenza di amministratori, tra cui i sindaci Paolo De Maio, Pietro Pentangelo, Andrea Annunziata e Carmine Pagano, c’erano i consiglieri regionali Giovanni Maria Cuofano e Giuseppe Fabbricatore, numerosi rappresentanti di forze dell’ordine, i sacerdoti e varie espressioni della comunità diocesana.

Il Vescovo con le autorità civili e militari

La casa da costruire sulla roccia

Monsignor Giudice ha rilevato che «anche per chi non mastica la fede, chi crede di non credere, chi è indifferente o agnostico, non regge la casa o la città posta su fondamento friabile, e la cui costruzione è affidata a chi non è affidabile».

Città dove restare: «Vuol dire non fuggire, non arrendersi, non abbandonare, non disertare, ma chiedere il coraggio di essere profeti nella città». Perché «la città è innanzitutto la nostra vita; essa va custodita come un giardino».

La malattia del contemporaneo

Richiamando “I promessi sposi” ha sottolineato: «Non possiamo nascondere l’evidenza che anche le nostre città sono “appestate”; non è certo la peste di allora, ma un’altra peste, un’altra malattia, un altro contagio, forse più grave perché pian piano sta erodendo in noi la gioia di vivere, rendendoci meno umani, scardinandoci nell’intimità del nostro esistere. Malattia reale e virtuale».

Una diffidenza che genera «il fratello che mette a morte il fratello nell’indifferenza generale, mentre il set televisivo è già pronto». Non è tutto ombra: «Le nostre città sono abitate da tanti santi. Sono i santi del quotidiano e del feriale. Sono essi e non altri, che tengono in piedi le nostre città, rendono belli i nostri giardini, e non permettono alla disperazione di abitarvi».

Sullo scioglimento del Comune di Pagani

A margine del Discorso, a una domanda dei giornalisti sul commissariamento del Comune di Pagani, monsignor Giudice ha risposto: «Cerchiamo di comprendere quali sono oggi le risposte che noi come Chiesa e cittadini possiamo dare. Dobbiamo ricongiungere l’essere cristiano e l’essere cittadino per dare respiro alle nostre città. Però quando il vescovo parla, non parla di un’unica situazione, ma a 360 gradi. La crisi grave è la mancanza di spiritualità di uomini politici».

Giovani protagonisti

Il Discorso è stato animato dagli studenti del Liceo musicale “A. Galizia” di Nocera Inferiore che hanno proposto brani tratti dal repertorio musicale classico e contemporaneo.

Presente anche una rappresentanza degli studenti del Liceo scientifico “N. Sensale” di Nocera Inferiore.

La svolta per Yassine

Contestualmente al discorso, la Procura nocerina si muoveva per un provvedimento molto significativo dal punto di vista giudiziario e simbolico.

Il Vescovo con il procuratore capo della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, Luigi Alberto Cannavale

Lasciata la Cattedrale, il procuratore capo si è recato in ufficio e poi ha reso nota una operazione giudiziaria.

Infatti, alla vigilia della Festa del Lavoro ha comunicato che sono state chiuse le indagini per la morte del giovane Yassine Boussena, avvenuta l’11 aprile 2025.

A distanza di un anno, ieri i carabinieri del reparto territoriale agli ordini del comandante Gianfranco Albanese hanno proceduto alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini relative alla morte bianca del ragazzino marocchino.

Cinque gli indagati, con vari livelli di responsabilità, che vanno dall’accusa di omicidio colposo, si legge in una nota della Procura.

«La contestualità con la Festa del Lavoro testimonia ancor di più come la sicurezza sui luoghi di lavoro costituisce una priorità», la dichiarazione del procuratore capo, Luigi Alberto Cannavale.

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