Centro di permanenza per i rimpatri: la Chiesa campana dice no a «nuovi luoghi di esclusione»

La struttura dovrebbe sorgere nel Parco umido La Piana, un’area naturalistica protetta. Un investimento da 41 milioni di euro per accogliere 120 stranieri sprovvisti di permesso di soggiorno e in attesa di rimpatrio. Un numero che potrebbe anche variare in caso di arrivo di gruppi numerosi.
Il centro migranti di Gjader in Albania, convertito da un decreto del governo italiano in Centro di permanenza per il rimpatrio, dove domani dovrebbero essere trasferiti una quarantina di migranti, – Foto Ansa/Sir

Un Centro di permanenza per i rimpatri in Campania sta suscitando la reazione indignata della Chiesa e di tante associazioni. La preoccupazione per l’ipotesi di apertura di un Cpr a Castel Volturno si fa sempre più grande. La struttura dovrebbe sorgere nel Parco umido La Piana, un’area naturalistica protetta. Un investimento da 41 milioni di euro per accogliere 120 stranieri sprovvisti di permesso di soggiorno e in attesa di rimpatrio. Un numero che potrebbe anche variare in caso di arrivo di gruppi numerosi.

Castel Volturno terra di integrazione

Parco umido La Piana - Foto Raggruppamento Carabinieri Biodiversità
Parco umido La Piana – Foto Raggruppamento Carabinieri Biodiversità

La notizia è emersa all’indomani della pubblicazione del bando per la realizzazione della struttura. Una scelta considerata azzardata per un territorio già caratterizzato da massiccia presenza di stranieri, dove però si sperimentano anche tante occasioni di incontro, dialogo e integrazione.

Lo ha sottolineato monsignor Pietro Lagnese, vescovo di Caserta e Capua, diocesi in cui ricade la cittadina costiera: «Perché proprio a Castel Volturno, città che da anni si sperimenta come luogo di integrazione?».

Il no dei Vescovi campani

Una riflessione che ha trovato il sostegno di tutta la Conferenza episcopale campana. Ieri sera, il presidente monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra, ha rilasciato una dichiarazione molto chiara.

Monsignor Antonio Di Donna – Foto Conferenza episcopale campana

Nella nota, il presule ha detto: «In merito alla notizia della realizzazione di un Centro di permanenza per i rimpatri a Castel Volturno, i vescovi della Campania si associano alle voci di quanti stanno in queste ore esprimendo le loro profonde preoccupazioni, e ribadiscono con forza che né quella terra né l’intera regione possono essere continuamente mortificati per trovare soluzione ai problemi».

Il presidente della CEC ha aggiunto: «Si tratta di una decisione che rischia di aggravare la situazione di territori già fragili dal punto di vista economico e sociale, minando la stessa dignità dei migranti, che invece dovrebbe diventare criterio, nelle scelte politiche, per ogni comunità. Dentro la logica dello scarto, invece, crescono inevitabilmente la marginalità e il pericolo di nuovi luoghi di esclusione».

Monsignor Di Donna ha concluso: «L’intera Conferenza episcopale campana esprime vicinanza e solidarietà al vescovo Pietro Lagnese e alle Chiese di Capua e Caserta nel difendere “con forza il rispetto della dignità di ogni essere umano”».

Cardinale Battaglia: «No a nuovi luoghi di esclusione»

Nella mattinata di ieri anche il cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, aveva espresso la propria condanna per la scelta del governo di realizzare un CPR in Campania: «Non è la risposta di cui questo territorio ha bisogno».

Il porporato ha osservato: «È una scelta che rischia di aggravare fragilità già evidenti, concentrando marginalità proprio dove, invece, servono investimenti, servizi, lavoro e prospettive concrete di futuro».

«Le politiche migratorie – ha proseguito Battaglia – non possono essere ridotte a dispositivi di contenimento. La complessità non si governa creando nuovi luoghi di esclusione. La sicurezza non si costruisce alimentando periferie della dignità».

La reazione della Regione Campania

Giovedì, il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, aveva anticipato il no di Palazzo Santa Lucia: «Ci opporremo alla realizzazione di un Centro di Permanenza per i Rimpatri a Castel Volturno. Le politiche migratorie vanno affrontate con responsabilità, con un approccio basato su integrazione, lavoro, legalità e presenza dello Stato. Non con soluzioni che puntano alla concentrazione e alla marginalizzazione delle persone, per di più in territori che hanno bisogno di investimenti, servizi e opportunità. Servono interventi che mettano insieme sicurezza e diritti, senza creare nuovi luoghi di esclusione ed emarginazione sociale. E su questo lavoreremo con i sindaci e con tutta la comunità campana».

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