La nuova Direttrice del Centro di Ricerca dell’Accademia Polacca delle Scienze di Roma, (sito in Vicolo Doria, 2) la Dott.ssa Magda Wrana in occasione della conferenza “Battistero di Nocera e i viaggiatori del Grand Tour”, tenutasi il 30 marzo scorso, ha introdotto l’argomento e il focus sui viaggiatori del Gran Tour al Battistero di Nocera presentando Teobaldo Fortunato e Hans Tischler che ha tradotto il piccolo saggio edito da Francesco D’Amato appena pubblicato.
Poi ha citato l’architetto polacco, il conte August Fryderyk Moszyński (1731-1786), nipote del Duca e Principe di Sassonia, Re di Polonia Augusto II il Potente, che a fine Settecento invio una lettera da Nocera all’ultimo re di Polonia, descrivendo il monumento con molti dettagli importanti per le ricerche dei secoli successivi.
Teobaldo Fortunato ha illustrato il Battistero con le foto di Alfio Giannotti. (il direttore della rivista Archeologia Viva, Piero Pruneti ha inviato all’Accademia Polacca delle Scienze di Roma molte copie in omaggio per i presenti.
Fortunato ha illustrato le ragioni di una tappa “breve” alla Rotonda da parte degli intellettuali che dal Settecento in poi, da Winckelmann al conte Von Stolberg, da Andrrsen a Moszyński, da H. Swinburne all’abate di Saint Non da Paul de Mousset a Lord John Proby fino al re di Svezia Gustavo VI nell’ottobre 1964 hanno sostato tra il colonnato della Rotonda nocerina.


Sono stati affrontati aspetti sociologici e abitativi della Valle del Sarno, partendo da brevi descrizioni dei secoli passati fino all’implosione urbanistica della II meta del Novecento. Si è discusso del passaggio e della frattura delle due Nocera a metà dell’Ottocento. Alcuni studiosi presenti tra il pubblico, soprattutto di esperti in storia antica, archeologia e architettura, hanno chiesto di chiarire quali possano essere oggi le motivazioni di questa incomprensibile divisione tra le due città contigue e senza soluzione di continuità territoriali.

Fortunato non senza qualche “imbarazzo” nella risposta, ha affermato che si tratta solo di una questione di natura politica e forse economica ma non culturale o paesaggistica. Un’altra domanda inerente la presenza di ulteriori monumenti presenti nell’Ottocento e se il Battistero fosse una sorta di “emblema” pittoresco nel concetto classico del Grand Tour, come per altre città d’Italia.
In ogni caso il pubblico sia romano che tedesco e polacco è rimasto stupito dalla bellezza del luogo!

È stato ricordato ai presenti il presepe realizzato dalla diocesi nocerina in Piazza San Pietro lo scorso dicembre; il dottor Hans Tischler si è soffermato soprattutto sui testi e sulle lettere dei viaggiatori teutonici e anglosassoni al Battistero. Inoltre, ha sottolineato l’importanza della traduzione dei testi e delle relative difficoltà affrontate nella versione tedesca del saggio di Fortunato.
Sono state commentate le incisioni relative al monumento che a partire dalla fine del XVIII secolo sono diventate più frequenti, da quelle del Saint-Non a quelle di Giacinto Gigante, al disegno di Teodoro Duclere, fino ad una bellissima veduta interna realizzata a metà del Diciannovesimo secolo dal pittore napoletano Consalvo Carelli.
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