La Messa Crismale rappresenta sempre un momento unico e particolare per la vita della Chiesa. Il Vescovo si ritrova insieme ai presbiteri, i religiosi e il popolo di Dio per la consacrazione degli oli santi. Un momento a cui tiene particolarmente monsignor Giuseppe Giudice, che sin dal suo arrivo in Diocesi ha voluto che la celebrazione si tenesse la mattina del Giovedì Santo, che è anche una giornata sacerdotale.
Questa mattina, nella Cattedrale di San Prisco a Nocera Inferiore, la comunità diocesana si è quindi raccolta per la Messa che apre il Triduo Pasquale.
La benedizione degli oli santi
Durante la celebrazione sono stati benedetti gli oli santi del Crisma, degli Infermi e dei Catecumeni.
A portare gli Oli all’altare sono stati i sette aspiranti diaconi. A loro il compito di presentare l’olio del Crisma. Il Vescovo ha annunciato anche la loro ordinazione: il 28 maggio nella Collegiata di San Giovanni Battista in Angri quella dei diaconi transeunti; il 29 giugno nella chiesa di Santa Maria delle Grazie in Lavorate di Sarno quella dei diaconi permanenti.
L’olio dei Catecumeni è stato presentato da due famiglie i cui figli hanno ricevuto il Battesimo nei mesi scorsi.
L’olio degli Infermi è stato presentato da alcuni volontari della PUACS e dell’Associazione Medici Cattolici Italiani.
L’omelia
Nell’omelia il vescovo Giuseppe Giudice ha parlato del ministero presbiterale, invitando a riscoprire le radici della propria vocazione.
«Come ogni anno risaliamo al Cenacolo, sala al piano superiore, grande e addobbata, per essere unti dall’olio, ritrovare le ragioni della nostra vocazione e profumarci di Crisma», ha esordito il Vescovo. «Siamo tutti vocati, attesi, accolti, perché amati, a casa e di casa, e sempre rigenerati nel grembo trinitario».
Il Vescovo ha sottolineato come la Chiesa sarebbe «depauperata del pane eucaristico» senza il dono dei presbiteri e dei diaconi.
Rifuggendo da letture puramente mondane della figura del sacerdote, monsignor Giudice ha tratteggiato un profilo spirituale alto e affascinante, definendo il presbitero come un «custode geloso del patrimonio di verità», un «amico iniziato alle confidenze del Maestro» e un «segno sacramentale del Viandante di Emmaus».
Tuttavia, non è mancata una riflessione sulla fragilità umana che accompagna questo mandato: «Dinanzi alla sproporzione tra il dono ricevuto e l’involucro fragile, sempre ritorna la parola di Gesù all’Apostolo: Sufficit tibi gratia mea – Ti basta la mia grazia. Si diventa così nel tempo i cantori della misericordia, mentre sempre più prendiamo coscienza della nostra miseria. Non perfetti, non autosufficienti, non arrivati, ma peccatori riconciliati e sempre perdonati».
Uno dei passaggi più toccanti dell’omelia ha riguardato le sfide del mondo contemporaneo, che spesso rischia di svuotare di senso la figura del sacerdote, riducendolo a un mero funzionario.
Croce e gloria
«Come è alto, come è bello e singolare, come è pasquale il nostro ministero, fratelli; Croce e Gloria, è come la Settimana Santa! Ma, permettetemi, come è difficile; si, difficile, non facile, ed oggi forse ancora di più, specialmente se ci chiedono di essere degli automi e non persone, quasi distributori automatici».
Eppure, la conclusione è un messaggio di speranza e di gioia radicale: «Ma, siamone certi, il ministero rende felici. Non facile, ma felice è il nostro ministero. Ecco, alla fine, chi siamo: non chiamati per cose facili, ma felici per realizzare avventure ardue, mentre ci accorgiamo che l’orizzonte è sempre oltre, più in là».
Il Vescovo si è poi rivolto direttamente al popolo di Dio presente in Cattedrale, chiedendo sostegno per i propri sacerdoti, affinché non siano visti come «santoni del villaggio», ma come ministri incaricati di consegnare «il Dio di Gesù Cristo, l’Unico necessario».
Il rito si è concluso con l’invito ai sacerdoti a «rialzarsi e riandare verso chi ancora attende il Vangelo», portando con sé il profumo del Crisma, segno di una Chiesa che, nonostante le tempeste, non abbandona la barca del Signore.
I prossimi appuntamenti
Monsignor Giudice presiederà le celebrazioni della Messa in Coena Domini, del Venerdì Santo e la Veglia pasquale nella parrocchia Santa Maria del Carmine di Pagani. Invece, la Messa Crismale e il Pontificale di Pasqua sono in Cattedrale, alle ore 10.30.









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