Sulla Terra esistono centinaia di milioni di specie viventi di cui oltre l’80% non è stato ancora scoperto, principalmente perché la biodiversità è concentrata in habitat inaccessibili e composta in gran parte da organismi minuscoli. Nonostante secoli di studi, la catalogazione procede a rilento: ci vorrebbero quasi 500 anni per registrarle tutte. A ciò si aggiunga i fondi sempre irrisori forniti alla ricerca scientifica.
Tuttavia, secondo il WWF, sette sono le specie da proteggere ad ogni costo per nutrire il pianeta: banane selvatiche asiatiche, resistenti ad un fungo parassita capace di decimare intere piantagioni; api, aiutano i fiori a espandere il proprio areale e a riprodursi garantendo la biodiversità sul nostro pianeta; squali, essendo ai vertici della catena alimentare ricoprono un importante ruolo nella regolazione delle popolazioni di pesci; patate, uno degli alimenti base diffusi in tutto il mondo, vulnerabili per la scarsa diversità genetica e la prevalenza di poche varietà; pipistrelli, svolgono servizi ecosistemici come la dispersione dei semi; mangrovie, forniscono l’habitat a diversi molluschi e sono un’importante fonte di cibo per molte comunità costiere.
Al settimo posto ci sono i bivalvi, una classe di molluschi che comprende cozze, ostriche e vongole, impegnati a filtrare gli inquinanti presenti nelle acque, creando un ambiente più sano per le altre specie.
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