È davvero così difficile “educare”? Nella parrocchia di Santa Maria dei Bagni ci proviamo, anche affidandoci all’oratorio. Di recente costituzione, il nostro oratorio ha visto una crescita di partecipanti eccezionale, segno della fiducia che i genitori – primi educatori e responsabili della crescita umana e spirituale dei figli – ripongono nella Chiesa.
Da sempre formidabile agenzia educativa, la parrocchia, attraverso l’oratorio, raggiunge migliaia di ragazzi, coinvolgendoli in un percorso di valori umani. Qui imparano, attraverso esperienze di vita comunitaria e di accoglienza reciproca, a guardare il mondo con occhi benevoli e a distinguere, in un’epoca di confusione, il bene dal male.
Campioni di sport, cantanti, musicisti eccellenti hanno cominciato proprio così: dando calci a un pallone, strimpellando sulla chitarra o cantando nel coro della parrocchia, affrontando quel viaggio drammatico e stimolante che si chiama “vita”, portandosi dentro valori come il rispetto e l’accoglienza verso tutti. Non è forse questa la vera educazione?
Nella nostra parrocchia rispondiamo con semplicità e decisione a questa domanda.
Ci impegniamo a fare da contraltare all’ondata di “indifferenza sociale” che ci circonda. Continuiamo a credere che il mondo si possa rendere più umano, che non si arrivi primi a discapito degli altri, che camminare insieme porti più lontano e che aprirsi agli altri ci renda davvero “grandi”.
È difficile “educare”? No. Se, come diceva don Bosco, impariamo a considerare l’educazione come un “fatto di cuore”, tutto diventa possibile.
Nunzia D’Antuono
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