Chi è san Giuseppe?

Chi è san Giuseppe, il cui nome significa «che Dio aggiunga»? Gli evangelisti Matteo e Luca ne delineano identità, vocazione e missione in poche parole essenziali: nei Vangeli ci sono 26 versetti dedicati al Santo che viene nominato quattordici volte

Chi è san Giuseppe? Oltre il “sentito dire”, chiediamo alla Bibbia e alla catechesi: san Giuseppe è stato troppo in penombra, ingiustamente! Molti sanno pochissimo di lui, anche tra i cristiani. L’analfabetismo religioso in questi ultimi anni è diventato molto diffuso; non ci si meravigli se diciamo che, soprattutto tra le giovani generazioni, non si sa neanche chi sia san Giuseppe. E non esageriamo!

In più, come tanti altri personaggi biblici, a volte viene conosciuto solo “per sentito dire” o magari perché compare in qualche “quiz” televisivo; oppure grazie a qualche film sulla Bibbia, ma con tutti i rischi che questo comporta, soprattutto quando la “fiction” risponde più all’esigenza dell’audience che al desiderio di far conoscere veramente la Bibbia e i suoi principali protagonisti.

Tantissimi romanzi sono stati scritti su san Giuseppe, anche se molti non lo sanno e i più si meravigliano dal momento che di san Giuseppe si dice pochissimo nei Vangeli e che, in essi, lui non parla mai!

Per i romanzi vale spesso la stessa osservazione fatta già per le fiction: alcuni sono belli e danno un tocco di profonda umanità che aiuta a cogliere qualche aspetto della sua esperienza come emerge dai Vangeli; altri, invece, sembrano operazioni commerciali di dubbio gusto, che ne distorcono parecchio la figura pur di vendere qualche copia in più, magari con qualche argomento “pruriginoso” o dando per verità storica qualche leggenda.

Alcuni dati dei Vangeli

Proviamo a sintetizzare, invece, alcuni dati dei Vangeli canonici. Intanto, sono soprattutto Matteo e Luca a parlarci di san Giuseppe, nei primi due capitoli che raccontano la nascita e l’infanzia di Gesù (i cosiddetti “Vangeli dell’infanzia”): qui, in pochi versetti e con sfumature diverse, ci viene detto chi è san Giuseppe e il compito a cui è stato chiamato. I due evangelisti, specialmente Matteo, ci fanno conoscere l’identità, la vocazione e la missione di san Giuseppe e lo fanno in poche ed essenziali parole: nei Vangeli, in tutto, si contano ventisei versetti dedicati al Santo, che viene nominato quattordici volte.

È discendente della casa di Davide (Mt 1, 16; Lc 1, 27); di mestiere fa il falegname o, come qualcuno dice, secondo una sfumatura della traduzione del vocabolo evangelico, il carpentiere (Mt 13, 55). È lo sposo di una giovane donna, Maria (Mt 1, 18 – 22).

È chiamato da tutti “padre” di Gesù (Lc 2, 48; 3, 23; Mt 13, 55; Gv 1, 45; 6, 42): una paternità che popolarmente e in modo riduttivo viene purtroppo, ancora da molti, indicata come “putativa”, mentre pare più corretto denominarla come una paternità “messianica” ed “educativa”.

Un uomo che si assume le proprie responsabilità

Giuseppe, il cui nome significa “che Dio aggiunga”, è un uomo che dinanzi al mistero dell’Incarnazione resta perplesso, ma si dà da fare e si assume le proprie responsabilità: va a Betlemme per il Censimento di Cesare Augusto, accompagnando Maria, incinta di Gesù. Sarà lui a dare il nome a Gesù. Sinteticamente l’evangelista lo definisce “uomo giusto” che, nel linguaggio biblico, indica “l’uomo che compie la volontà di Dio”. Ci sono ancora altri riferimenti che possiamo richiamare, alcuni dei quali sono un po’ più noti e qualcuno molto attuale, come per esempio la fuga in Egitto insieme con Maria per proteggere il piccolo bambino dalla furia di Erode: come non pensare ai tanti profughi, immigrati, fuggiaschi da paesi in guerra, dalla fame, dalla carestia?

Anche papa Francesco, più volte, ha fatto l’accostamento attualizzando nell’oggi alcuni episodi della Santa Famiglia. Insomma, leggendo e meditando alcuni brani del Vangelo dedicati a san Giuseppe, possiamo non soltanto conoscere un po’ più da vicino la sua figura, ma anche sentirlo vicino a tante esperienze della vita quotidiana di ieri e di oggi.

Don Giuseppe Costagliola e don Raffaele Ponticelli

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