La scelta di Diego

La storia di Diego Granato raccontata al CAG – Centro di Aggregazione Giovanile – e organizzato dalla Pro loco “Nocera di tutti”.

Dalla vita cittadina alla campagna, dalla professione di agronomo presso una grande azienda agricola al progetto di avviare un’attività di imprenditore agricolo in autonomia.

È la storia di Diego Granato, un percorso che è stato raccontato in un riuscito incontro tenutosi al CAG – Centro di Aggregazione Giovanile – e organizzato dalla Pro loco “Nocera di tutti”. Anche questa serata è rientrata in un preciso progetto della presidente Giuseppina Esposito, che è quello di fare conoscere e valorizzare le iniziative e le attività presenti nel nostro territorio e che rappresentano talenti ed eccellenze in vari settori.

La scelta di Diego è un esempio innanzitutto di attaccamento alle nostre radici campane, poi di grande resilienza nel portare avanti un’agricoltura sostenibile in una direzione che è controcorrente rispetto alle logiche di mercato che sacrificano la genuinità e la salubrità per rincorrere obiettivi di massimizzazione del profitto.

Tutti abbiamo nostalgia dei sapori e dei profumi di una volta, ma certamente non possiamo trovarli al supermercato.

Solo gli appassionati della terra e della natura, come ci ha fatto ben capire Granato, possono mettere in campo le loro competenze per prendersi cura appunto di madre Terra. E allora con le antiche tecniche rispettose dell’ambiente ecco che si compie il miracolo di avere frutta e verdura che non appaiono prodotti in serie e plastificati, ma che ci raccontano ancora la terra di una volta.

Mediante un lavoro duro che cerca di seguire i ritmi della natura, anche con i problemi dei cambiamenti climatici, Diego ha  sperimentato varie tipologie di coltura a partire dalle caratteristiche del terreno di Postiglione, dove ha avviato la sua azienda agricola.

Un terreno che è argilloso, più pesante da lavorare rispetto al nostro Agro Nocerino Sarnese, dove è riuscito ad ottenere un’ottima produzione, in particolare di pomodorini di collina. Ma ovviamente i prodotti sono tanti con la soddisfazione di poter produrre per l’autoconsumo e per quelli che non si accontentano della frutta e verdura piena di sostanze chimiche, necessarie per debellare i patogeni che si sviluppano nei grandi appezzamenti monocolturali.

I risultati di una scelta difficile e controcorrente per fortuna sono arrivati e sono il giusto premio per un’attività che richiede sacrificio, ma che ripaga per l’orgoglio di aver seguito un’etica della produzione e il rispetto della natura. Un plauso unanime dell’uditorio che si è complimentato con il relatore per la serietà del suo impegno.

Anna Baselice

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