In questi mesi l’architetto Santitoro ha parlato della struttura stilistica di alcuni edifici sacri della città di Sarno, concludendo in questo modo il percorso che ci ha portati a conoscere le chiese dell’antica sede della diocesi omonima che fu poi accorpata a quella Nocerina nel 1986.

Tratterò qui di alcuni oggetti conservati in queste chiese sarnesi, opere e manufatti che, pur non avendo sempre un grande valore storico-artistico, testimoniano la memoria dei luoghi e delle comunità che li custodiscono.
A San Teodoro, antica parrocchia che vede la sua sede spostarsi nel XVIII secolo dalla collina nei pressi dell’antico castello medievale all’attuale posizione, troviamo alcune sculture ottocentesche in legno e cartapesta, di buona fattura, tra le quali quella del santo a cui la chiesa è dedicata, Teodoro. Soldato romano di fede cristiana e per tale motivo martirizzato, la cui memoria liturgica è celebrata nella parrocchia il 17 febbraio.
In Sant’Alfredo, oltre alle varie suppellettili e al vasellame sacro di manifattura campana otto-novecentesca, abbiamo un dipinto dello stesso periodo raffigurante la Madonna di Montevergine, schedato dalla Soprintendenza come di ambito italiano. Sempre di ambito italiano è riportato nella chiesa di Santa Maria delle Grazie il dipinto ad olio su tela della Madonna con Gesù Bambino, opera del secolo scorso.

Nella zona detta dei “Carresi” a Sarno, si trova la chiesa dedicata a Sant’Alfonso Maria de Liguori eretta nella seconda metà del 1800 per volontà di monsignor Nicola Laudisio, religioso redentorista. Oltre a segnalare un interessante tela dipinta ad olio, di ambito locale, de XVIII secolo e raffigurante il Transito di san Giuseppe, di interesse non minore può essere la statua di legno e cartapesta dipinta del santo titolare della chiesa, collocabile tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo, rappresentato nelle sue vesti vescovili.
Della chiesa di San Vito va ricordata, posta accanto all’altare di inizio Novecento, la statua in legno policromo che raffigura per l’appunto il santo di origini siciliane che nella tradizione pugliese è legato alla protezione dal morso della tarantola che procurava una frenesia epilettica del corpo, il famoso ballo di san Vito.
La chiesa di San Sebastiano – altro santo soldato, che testimonia la presenza di nobili famiglie sarnesi dedite all’arte della guerra – era probabilmente in origine dedicata alla Madonna di Costantinopoli, come suggerisce il tema iconografico dell’opera di maggior valore collocata nell’abside: la tela di Angelo Solimena, firmata dall’artista e datata 1686, che ritrae appunto la Madonna con i santi Sebastiano e Giovanni Battista.
Iscriviti alla nostra newsletter per restare sempre aggiornato.
- Papa Francesco, a un anno dalla morte. Cuda: “I frutti del suo pontificato si vedono nelle periferie”
- Nuceria, tra “vecchi scavi e nuovi studi”
- Sant’Alfonso Maria de Liguori in un’intervista oltre il tempo
- “Pianeta in prima pagina”. A Trento i giornalisti dei settimanali diocesani cronisti del clima
- Un risveglio speciale per la Festa della Mamma

