La storia di Sarno è indissolubilmente legata alla devozione a Maria, Patrona della città insieme a san Michele Arcangelo. Tutto ha origine da una serie di eventi miracolosi che, nel corso dei secoli, hanno consolidato la pietà mariana e, in modo particolare, la venerazione per la splendida icona di Maria Santissima delle Tre Corone, custodita ed esposta nel Santuario, meta privilegiata di pellegrinaggio.
Numerosi sono gli eventi prodigiosi attribuiti all’intercessione della Vergine, come attestano gli ex voto conservati nel Santuario, autentica memoria storica di una devozione che si tramanda di cuore in cuore e che scorre nel sangue dei sarnesi. Non è un caso che la solennità si celebri ogni anno il 15 agosto, giorno particolarmente caro alla comunità cittadina.
Ogni sabato, alle ore 12.00, nel Santuario i fedeli recitano una supplica composta dal pittore Paolo Di Maio, autore dell’icona. La preghiera ripercorre le vicende dolorose attraversate dalla città nel corso dei secoli, dalla carestia alla peste, fino ai pericoli scampati a causa delle eruzioni del vicino Vesuvio.
Da allora, il popolo invoca Maria quale Madre e Protettrice. Il parroco, don Roberto Farruggio, con rinnovato slancio pastorale, ha voluto fin dall’inizio del suo ministero che ogni sabato fosse dedicato alla Bella Madre, rendendo la supplica un appuntamento settimanale stabile, al quale ancora oggi il popolo devoto accorre numeroso.
A testimonianza di una devozione che continua a parlare anche oggi, il quadro della Madonna delle Tre Corone, realizzato con cura e maestria dagli infioratori di Casatori, ha arricchito la stanza al piano terra della casa dei cortili del presepe «Tu scendi dalle stelle», donato dalla diocesi di Nocera Inferiore-Sarno al Santo Padre in Piazza San Pietro, ed è stato ammirato dai pellegrini provenienti da tutto il mondo.
Nicola Mazza
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