Rachel Carson negli anni ’60 denunciò gli effetti devastanti dei pesticidi sull’ambiente e sulla salute umana e dovette affrontare gli attacchi delle grandi aziende chimiche. Tuttavia, il suo lavoro portò al bando del DDT e alla nascita dei moderni movimenti ambientalisti.
Così come Marie Curie e le sue ricerche pionieristiche sulla radioattività e scoperta di polonio e radio, ma ancor prima Darwin, Galileo Galilei, Turing e molti altri.
Sebbene siano trascorsi decenni, il fenomeno ha cambiato nome e i detrattori della scienza continuano la propria missione. Che si chiamino fake news, fake truth, greenwashing, il fine è sempre lo stesso: la disinformazione e/o la misinformazione, trovando terreno fertile soprattutto nei contenuti social graficamente accattivanti.
In Italia, il 76,5% degli italiani dichiara che è diventato sempre più difficile distinguere le notizie vere dalle fake news online. Per smascherare queste bugie esistono campagne e siti dedicati, come Unfakenews di Legambiente, che aiutano a distinguere la verità scientifica dalla disinformazione ed immancabili consigli degli esperti.
In primis, diffidare di notizie che utilizzano come argomenti tipici il negazionismo della causa umana, lo sminuimento della portata e le teorie del complotto.
Inoltre, consultare fonti che si basano sul consenso scientifico e fare ricerche inverse per verificare immagini e contenuti, ed anche scrivere alla redazione per sottoporre quesiti alla vostra Ingegnera Ambientale.
Per scrivere alla redazione: info@insiemenews.it
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