Fede e radici dell’Agro nocerino-sarnese

Lo svelamento del presepe in Piazza San Pietro donato dalla nostra Diocesi ha posto sotto i riflettori del mondo la fede e le bellezze di un popolo e del nostro territorio. Riviviamo insieme, tra parole e immagini, le emozioni di una giornata storica, segno vivo di comunione e collaborazione multilivello.
La cerimonia di svelamento in Piazza San Pietro – Foto Governatorato SCV

La scena della natività ricorda «che Dio si fa vicino all’umanità, si fa uno di noi, entrando nella nostra storia con la piccolezza di un bambino». Le parole di papa Leone XIV sono risuonate nella Sala Nervi in Vaticano lo scorso 15 dicembre, in occasione dell’udienza concessa ai donatori del presepe dell’Aula Paolo VI e dell’albero e del presepe di Piazza San Pietro in Vaticano. Il Santo Padre ha confermato il senso del presepe, non relegato a orpello o a decorazione per le feste, ma richiamo concreto, tangibile e visibile del «mistero di umiltà e di amore» che è l’incarnazione di Dio.

Il presepe – foto G. Angrisani/Insieme

Il presepe “Tu scendi dalle stelle” offerto dalla Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno in stile ‘700 napoletano ha voluto esprimere la sacralità della natività e il richiamo al territorio, a partire dalla figura di sant’Alfonso Maria de Liguori. Peculiarità rimarcate dal pontefice: «Una scenografia che racconta la fede e le radici culturali della vostra terra». Un discorso accolto da circa 4.000 pellegrini che hanno risposto all’invito del vescovo monsignor Giuseppe Giudice di «venire al Presepe con gioia, al Presepe venire festanti» per «portare il meglio di noi e della nostra terra».

Insieme a monsignor Giudice c’erano laici e consacrati, le istituzioni civili locali e quelle scolastiche, giovani e anziani, famiglie con bambini, diverse persone con disabilità: un popolo, il popolo di Dio. I primi pellegrini di speranza erano ai controlli già alle prime luci dell’alba. Si erano messi in cammino nella notte, la maggior parte in autobus, tanti anche in automobile e in treno, come i pastori la notte di Natale.

Il Coro polifonico “San Biagio vescovo e martire” di San Marzano sul Sarno che ha animato la cerimonia di svelamento del presepe

A tutti, il Pontefice ha ribadito: «Lasciamo che la tenerezza del Bambino Gesù illumini la nostra vita». Una giornata storica per la comunità ecclesiale e civile di Nocera Inferiore-Sarno, che ha ricevuto l’abbraccio di Leone XIV e si è ritrovata nella raffigurazione allestita in Piazza San Pietro.

I 4.000 pellegrini presenti in Vaticano sono stati la firma ad un presepe che è stato concepito e poi realizzato come rappresentazione di un territorio, e di un popolo, che ha grande fede, esprime tante potenzialità e custodisce numerose rappresentazioni artistiche e culturali.

Il presepe “Tu scendi dalle stelle”, ispirato da sant’Alfonso Maria de Liguori, ha rappresentato un unicum.

Gli elementi artistici e architettonici richiamano infatti il Battistero di Santa Maria Maggiore in Nocera Superiore, una casa dei cortili dell’Agro, la fontana di Helvius di Sant’Egidio del Monte Albino; figure carismatiche come i servi di Dio don Enrico Smaldone e Alfonso Russo; le tipicità agroalimentari locali. Ma c’è la maestria degli infioratori di Casatori di San Valentino Torio espressa nella realizzazione del magnifico quadro della Madonna delle Tre Corone di Sarno. Ci sono i pastori con nacchere e tammore, emblema delle tradizioni locali dalla festa di Materdomini a quella della Madonna delle Galline e della Madonna di Bagni. A troneggiare lo stemma di Nocera de’ Pagani, l’antica università erede della Nuceria Alfaterna che univa e rappresentava l’unico territorio della valle del Sarno.

L’opera è il frutto di mesi di lavoro. I vari professionisti, i tecnici, le imprese e le maestranze si sono rimboccati le maniche dalla scorsa primavera. All’inizio dell’estate Seri…A Pubblicità aveva commissionato la realizzazione delle costruzioni. A metà agosto il Consorzio di bonifica comprensorio Sarno di Nocera Inferiore ha messo a disposizione i suoi capannoni per il primo allestimento, terminato a inizio novembre. Il 10 novembre il primo camion di Michele Sole Trasporti ha fatto il suo ingresso in Piazza San Pietro per scaricare i primi pezzi della natività svelata il 15 dicembre. Un mese pieno di attività che ha visto alternarsi una trentina di operai: falegnami, elettricisti, decoratori, attrezzisti e allestitori.

È grazie a questa operatività che il 15 dicembre è stato possibile scoprire il presepe “Tu scendi dalle stelle”.

L’emozionante cerimonia pomeridiana, che non è stata scalfita dal freddo e da qualche problema legato alla gestione degli accessi, è stata presieduta da suor Raffaella Petrini, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Insieme a lei, per il Governatorato c’erano i segretari generali monsignor Emilio Nappa e Giuseppe Puglisi-Alibrandi e il direttore della direzione Infrastrutture e Servizi, Salvatore Farina. A presentare il presepe ci hanno pensato il vescovo Giudice e il progettista Angelo Santitoro. In rappresentanza della Val d’Ultimo, territorio di provenienza dell’abete di 27 metri che ha troneggiato accanto al presepe, c’erano il vescovo della diocesi di Bolzano-Bressanone monsignor Ivo Muser e Rosmarie Pamer, vicepresidente della provincia di Bolzano.

La presidente del Governatorato, suor Raffaella Petrini – Foto Governatorato SCV

Riferendosi all’Admirabile Signum del presepe, il vescovo Giudice ha detto: «Nonostante le voci contrarie, continuiamo ad allestire il presepe non per distrarci o estraniarci dalle tempeste del mondo e della vita; non per un semplice gusto estetico, ma per offrire a tutti, un segno affidabile di speranza». Il dono è stato molto apprezzato da suor Raffaella Petrini, che ha sottolineato come «il presepe della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno non vuole semplicemente “ricordare” la nascita di Gesù, ma farla rivivere a chi lo osserva, suscitare stupore vivo, toccare i cuori, manifestare la tenerezza di Dio e risvegliare la fede nella vita». L’auspicio dell’architetto Angelo Santitoro è che «tutti quelli che contempleranno il Mistero dell’Incarnazione attraverso quest’opera possano sperimentare ciò che scrive sant’Alfonso in Quanno nascette ninno: addolcire la bocca e ubriacare il cuore».

Le istituzioni civili

Il 15 dicembre è stata una giornata importante anche per la nutrita presenza istituzionale. Numerose le delegazioni di amministratori locali presenti all’udienza in aula Paolo VI e in Piazza San Pietro. Il sindaco di Corbara e presidente della Conferenza dei sindaci dell’Agro nocerino-sarnese, Pietro Pentangelo, ha salutato personalmente il Papa portandogli i ringraziamenti di tutti i Comuni della Diocesi. In prima fila, accompagnati anche da tanti consiglieri e assessori, c’erano i sindaci Paolo De Maio di Nocera Inferiore, Gennaro D’Acunzi di Nocera Superiore, Lello De Prisco di Pagani, Carmine Pagano di Roccapiemonte, Andrea Annunziata di San Marzano sul Sarno, Antonio La Mura di Sant’Egidio del Monte Albino, Michele Strianese di San Valentino Torio, Francesco Squillante di Sarno e Domenico Cartolano di Sala Consilina.

Il vescovo con i sindaci prima dello svelamento – Foto S. D’Angelo

A rappresentare la Provincia di Salerno c’era la consigliera Anna Rita Ferrara. Nutrita la delegazione del Consorzio di Bonifica guidata dal presidente Mario Rosario D’Angelo. All’udienza ha partecipato anche l’europarlamentare Alberico Gambino. La Regione Campania, invece, era rappresentata dal dirigente Giorgio Izzillo. Tutti i rappresentanti istituzionali, attraverso i loro profili social personali e pubblici, hanno condiviso foto ed emozioni della giornata che in tutti i casi è stata sempre definita storica. Per molti si è trattato di una opportunità unica per mostrare la compattezza e la bellezza di un territorio ricco di potenzialità qual è l’Agro nocerino sarnese.

Le istituzioni religiose

Papa Leone XIV saluta il vescovo monsignor Giuseppe Giudice e don Gaetano Ferraioli – Foto S. D’Angelo

La giornata vaticana è stata accompagnata dalla presenza di numerose istituzioni religiose. Allo svelamento ha partecipato il cardinale Marcello Semeraro, prefetto Dicastero delle Cause dei Santi, e il cardinale Joseph William Tobin, arcivescovo metropolita di Newark e già superiore generale dei Redentoristi. Presenti anche: monsignor Alfonso Amarante, magnifico rettore della Pontificia Università Lateranense; monsignor Fabio Fabene, segretario del Dicastero delle Cause dei Santi; monsignor Giacomo Cirulli, vescovo di Teano-Calvi, Alife-Caiazzo e Sessa Aurunca; monsignor Pietro Milite, giudice della Corte d’Appello dello Stato della Città del Vaticano e prelato uditore della Rota Romana.

Presenti pure il superiore provinciale dei Redentoristi Europa Sud, padre Gennaro Sorrentino, e le superiori generali di alcune congregazioni religiose: madre Marilene Gomes Pereira delle Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue; madre Maria Zingaro della Suore Serve di Maria Addolorata; madre Ascenza Tizzano della Congregazione delle Maestre Pie Filippini. Non è mancato all’appuntamento il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, Giuseppe Contaldo.

Professionisti, tecnici e maestranze

La realizzazione del presepe di piazza San Pietro ha coinvolto decine di professionisti, tecnici e maestranze del territorio nocerino-sarnese. Un’opera frutto di importanti sinergie avviate da diversi mesi. Per la parte tecnica: Angelo Santitoro, progettista e coordinatore; Silvio Di Monaco, progetto esecutivo e scenografie; Massimo Imbriaco, coordinatore della sicurezza; Marco Pepe, supporto tecnico. Impresa esecutrice e affidataria: Seri…a Pubblicità. Imprese subappaltatrici: Avella Concept, Elettroclima di Armando Rosato e Euro Noleggi. Artisti: Federico Iaccarino per le statue e Aldo Piccioni per la stella cometa. Trasporti: Michele Sole s.r.l. Supporto comunicazione: Priscus società cooperativa. Coordinamento comunicazione: Salvatore D’Angelo. Il Presepe è stato sostenuto grazie al contributo della Regione Campania e patrocinato dai Comuni della Diocesi.

Il gruppo di lavoro il primo giorno del montaggio in Piazza San Pietro – foto S. D’Angelo

Le scuole

Tra i 4.000 pellegrini giunti in Vaticano per lo svelamento del presepe c’erano anche tanti studenti, che hanno risposto presente all’appello del vescovo Giuseppe Giudice. Centoottanta bambini della scuola primaria sono partiti da Angri, dall’Istituto delle Suore Compassioniste, accompagnati da religiose, maestre e genitori. C’erano anche un centinaio di liceali del “Nicola Sensale” di Nocera Inferiore e del “Tito Lucrezio Caro” di Sarno accompagnati da dirigenti e docenti. In piazza e nell’aula Paolo VI un gruppo di utenti e personale di Villa dei Fiori di Nocera Inferiore.

Il gruppo della scuola delle Suore Compassioniste di Angri – Foto S. D’Angelo

Il saluto di Papa Leone XIV

Cari fratelli e sorelle,

sono lieto di accogliere tutti voi, qui convenuti per la presentazione ufficiale del presepe e dell’albero che decorano Piazza San Pietro, come pure della natività posta in quest’Aula.

Saluto la Delegazione della diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, da cui proviene il presepe: il vescovo Giuseppe Giudice, le Autorità civili, i diversi gruppi ecclesiali. Vi sono grato per quest’opera artistica che richiama elementi tipici del vostro territorio, come il Battistero di Santa Maria Maggiore di Nocera Superiore, la fontana Helvius di Sant’Egidio del Monte Albino e i caratteristici cortili dell’Agro Nocerino-Sarnese. Sono luoghi abitati da sant’Alfonso Maria de’ Liguori, dai Servi di Dio don Enrico Smaldone e Alfonso Russo. Ringrazio le imprese coinvolte, le maestranze e quanti hanno ideato il progetto e collaborato alla sua realizzazione, mirando a unire arte e spiritualità in una scenografia che racconta la fede e le radici culturali della vostra terra.

Ai pellegrini provenienti da ogni parte del mondo che si recheranno a Piazza San Pietro, la scena della natività ricorderà che Dio si fa vicino all’umanità, si fa uno di noi, entrando nella nostra storia con la piccolezza di un bambino. Infatti, nella povertà della stalla di Betlemme, contempliamo un mistero di umiltà e di amore. Davanti a ogni presepe, anche quelli realizzati nelle nostre case, noi riviviamo quell’avvenimento e riscopriamo la necessità di cercare momenti di silenzio e di preghiera nella nostra vita, per ritrovare noi stessi ed entrare in comunione con Dio.

La Vergine Maria è il modello del silenzio adorante. A differenza dei pastori che, tornando da Betlemme, glorificano Dio e raccontano quello che avevano visto e udito, la Madre di Gesù custodisce tutto nel suo cuore (cfr Lc 2,19). Il suo silenzio non è semplice tacere: è meraviglia e adorazione.

Lasciamo che la tenerezza del Bambino Gesù illumini la nostra vita. Lasciamo che l’amore di Dio, come le fronde di un albero sempreverde, rimanga fervido in noi. Rinnovo la mia gratitudine a tutti voi, come pure alla Direzione Infrastrutture e Servizi del Governatorato per il generoso impegno.

Papa Leone XIV

Papa Leone XIV davanti al presepe – Foto Vatican Media/Sir

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