Questa tradizionale festa liturgica, che si celebra il 23 gennaio di ogni anno, ci ha visto radunati insieme, consacrati e coppie che hanno rinnovato le loro promesse matrimoniali. La celebrazione presieduta dal parroco padre Aldo e concelebrata dai confratelli è stata occasione propizia per riflettere sul senso profondo della nostra esperienza cristiana e di consacrati, esperienza nuziale tra Dio e ciascuno di noi, vissuta nell’intimità dell’anima nostra, di cui Maria e Giuseppe sono, non solo testimoni ma anche icona visibile.
Entrambi, infatti, per scelta propria si arrendono di fronte all’inverosimile: essere madre senza concorso di uomo, essere padre senza coinvolgimento sessuale, entrambi vergini nel loro sposalizio perché obbedienti in tutto alla Parola di Dio, di cui l‘angelo se ne è fatto portavoce; interamente di Dio.

Padre Aldo nell’omelia ha messo in evidenza l’intento di san Gaspare Bertoni che ha voluto porre lo sposalizio di Maria e Giuseppe quale icona e modello dell’intimità delle nostre anime con Dio, il ministero dei suoi figli tra i fedeli a loro affidati, come procuratori e accompagnatori delle nozze spirituali con Cristo sposo, non ultimo, il desiderio d offrire alle coppie cristiane un valido aiuto spirituale per vivere nell’amore e nella fedeltà la propria vocazione.
Rinnovare i voti è sempre per tutti motivo di gioia e di speranza, perché si ravviva l’entusiasmo di una scelta che ha ampiamente riorientato la vita dei consacrati come anche di noi coppie.
A conclusione della celebrazione le varie associazioni parrocchiali hanno festeggiato i presenti con dolci, spumante, fiori e confetti, ingredienti tipici della festa nuziale. Il Signore poi, anche stavolta, ha aggiunto l’acqua trasformata nel vino nuovo della Grazia.
Luigia e Marco Campanino
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