“Tu scendi dalle stelle”, in mostra fino al 2 febbraio

La mostra diffusa di presepi nel territorio della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno è visitabile fino al 2 febbraio.
In foto il vescovo Giudice, il direttore del Museo, Salvatore Alfano, l’attore Valerio Conturso e i fratelli De Pizzo, zampognari minoresi

Dal presepe in Piazza San Pietro alla mostra dei presepi diffusi nel territorio Nocerino-Sarnese il passo è stato breve. Un viaggio di andata e ritorno, un sogno che si è avverato grazie all’idea del vescovo Giuseppe che ha preso forma nel progetto realizzato dall’architetto Santitoro.

Una mostra al Museo diocesano che ha visto protagonisti alcuni presepi, normalmente esposti presso il Monastero della Purità a Pagani, frutto della passione presepiale del fondatore della PUACS, il cavaliere Alfonso Russo. Per questo, un sentito ringraziamento va a don Gerardo Coppola, don Gaetano Ferraioli e a mons. Domenico Cinque per la collaborazione, che ha preso forma anche nel Concorso «La Luce della Speranza: il Presepe nell’Anno Santo», rivolto a scuole e parrocchie, e che si è concluso con la premiazione delle migliori opere presso il Santuario della Madonna dei Bagni a Scafati.

Tra le opere esposte anche una Natività e una inusuale e bellissima Madonna del parto, realizzate da Federico Iaccarino, artista che ha realizzato i pastori del presepe esposto in Vaticano.

Significativo e toccante, il racconto della dottoressa Autilia Avagliano che, insieme al marito, ha concesso di esporre un frammento della loro storia familiare: il Bambinello con sindrome di Down, realizzato dal maestro Ferrigno di San Gregorio Armeno, con le fattezze del figlio all’età di quattro anni.

Percorrendo le sale del museo l’attore Valerio Conturso ha recitato versi di vari autori, compresi alcuni testi poetici del vescovo Giudice mentre i maestri zampognari Del Pizzo hanno fatto vibrante, con il suono dei loro strumenti, le tele dei Solimena.

Tanto si è detto, in queste settimane, sul senso religioso e teologico del presepe realizzato dalla Diocesi per Piazza San Pietro e dei presepi in generale. Io trovo illuminante un monito del grande studioso di tradizioni napoletane, il compianto Roberto De Simone, che nel suo Il presepe popolare napoletano spiegava perché sarebbe impensabile, oggi, pretendere di leggere i segni della tradizione autentica del Natale, dal momento che si è sostituito tutto un mondo di valori e simboli diversi da quelli con cui il Natale era un tempo sentito e vissuto.

Ma cosa resta del Natale e cosa rappresenta, oggi, per noi il presepe, “che della tradizione natalizia è ancora il segno più evidente”?

Il maestro De Simone spiega come lo stesso presepe settecentesco, “al di là del suo valore storico-artistico, ridotto oggi a esibizione di mero collezionismo, di ostentato benessere economico, ha perduto ogni riferimento alla sua originaria espressione devozionale”.

In questa mostra non ci siamo occupati delle collezioni importanti o di oggetti di particola valore ma abbiamo voluto evidenziato la semplicità della produzione artigianale napoletana e quello “che, nella sua tradizionale fattura, evidenzia ancora un sentimento di autentica religiosità”.

Per quanto mi riguarda non so se il mio è un sentimento di autentica religiosità ma so che ogni anno, come anche quest’anno, quando prendo il presepe dal garage, lo scatolone con i pastori in terracotta e ricompongo quella scena sempre diversa eppure sempre uguale, mi si riscalda il cuore e tutto, almeno per una volta, ritorna al suo posto.

Iscriviti alla nostra newsletter per restare sempre aggiornato.

Total
0
Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts