Particolato fine: il nostro killer

Come contribuire all’abbattimento della sua produzione?

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo quasi sette milioni di persone ogni anno muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico, presente sia nell’ambiente esterno che dentro casa. Il particolato fine rappresenta un fattore di rischio rilevante per via delle dimensioni estremamente ridotte delle sue particelle (inferiori ai 2,5 micrometri di diametro), che gli permettono di raggiungere in profondità il sistema respiratorio umano.

Al momento risulta accertata la relazione con infarti, ischemie, tumori ai polmoni e patologie respiratorie acute e croniche come l’asma; il particolato fine può anche avere effetti sul sistema nervoso e riproduttivo.

La principale fonte di emissione è il consumo energetico non industriale che nel 2023 ha raggiunto il 64,4% delle emissioni totali.

Come contribuire all’abbattimento della sua produzione? La scelta di combustibili non fossili e sistemi di riscaldamento più efficienti, la manutenzione degli impianti, l’efficientamento energetico degli edifici e una gestione dei consumi volta a ridurre gli sprechi e a regolare le temperature. In inverno occorre mantenersi entro i 20°C come massimo consentito per le abitazioni. Ogni grado in meno può ridurre i consumi fino al 10%.

A tutto ciò, certamente, vanno associati mobilità sostenibile, modelli di consumo consapevoli (km0!) e prevenzione della produzione di rifiuti.

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