Angela, il miracolo di una nuova vita

Luigi Salvatore e Veronica Cinque raccontano l’avventurosa nascita della loro secondogenita. La piccola Angela è venuta al mondo in casa, a San Valentino Torio, nella notte del 15 settembre, portando con sé il miracolo di una nuova vita e la magia di un lieto fine natalizio anticipato.
Luigi e Veronica insieme alle loro due figlie, Rosa e Angela

“Quanti capelli che hai, non si riesce a contare… di tanti capelli ci si può fidare”. Viene in mente questo verso della canzone Cara di Lucio Dalla guardando la piccola Angela, appena due mesi, mentre succhia serena il latte tra le braccia della madre, in una fredda domenica pomeriggio di fine novembre.

La sua nascita ha dell’incredibile. La bambina è venuta al mondo, tra paura e meraviglia, in un settembre che resterà nel cuore della famiglia Salvatore, portando con sé il miracolo di una nuova vita e la magia di un lieto fine natalizio anticipato.

Luigi Salvatore, 39 anni, e Veronica Cinque, 36, aspettano la loro seconda bambina. La primogenita, Rosa, sta per compiere tre anni e presto avrà una sorellina con cui condividere sorrisi, giochi e vita. Dai calcoli del ginecologo, la nascita è prevista per il 16 settembre.

«In quel periodo in famiglia festeggiamo già tre compleanni – racconta Veronica –: il 13 settembre è quello di mia mamma, il 14 quello di mia cognata e il 18 quello di Rosa, la nostra primogenita. Desideravo che la bambina non nascesse in uno di questi giorni, perché mi sarebbe piaciuto che potesse avere un compleanno tutto suo».

La sera del 14 settembre Luigi e Veronica, che vivono a San Valentino Torio, sono sul divano a guardare una serie tv. A un certo punto il futuro papà nota un’espressione diversa sul volto della moglie. «Hai una faccia strana stasera… la faccia di una donna che sta per partorire», le dice. Ma Veronica non avverte alcun dolore ed è alla sua seconda gravidanza. Così Luigi prova a tranquillizzarsi: sua moglie conosce bene i segnali e i tempi del travaglio.

I segnali che arrivano subito dopo. Appena si mette a letto, Veronica avverte la necessità di andare spesso in bagno. Decide di rimanervi, per evitare di andare avanti e indietro. Compaiono i primi dolori: ancora sopportabili, ma inequivocabili. È il momento di avvertire qualcuno. «Chiamai Luigi, mia madre e la zia che abita sullo stesso pianerottolo», ricorda. Intanto percepisce qualcosa di inusuale: sente i capelli della bimba, come se il parto fosse imminente. La mamma cerca di rassicurarla: «Stai tranquilla, sarà solo una tua impressione».

Luigi, agitato, si affida alla preghiera: «Ho chiesto al Signore di proteggere la piccola». Poi corre a prendere la macchina per raggiungere il vicino ospedale di Sarno, il “Martiri di Villa Malta”, mentre la mamma e la zia cercano di aiutare Veronica a prepararsi.

Ma Angela, questo è il nome scelto per la bambina, come la zia paterna, sembra avere programmi diversi. Con un filo di capelli spuntati, decide di venire al mondo in casa, contro ogni previsione. La zia, cercando di mantenere la calma, si affretta a dire: «Vogliamo farla nascere in bagno?» Così, piano piano, la accompagnano in camera da letto. Sul comò troneggia la foto del padre di Veronica, Umberto, salito in Cielo il 5 novembre del 2017. In quei momenti concitati, la futura mamma sente la protezione del suo papà. Luigi continua a pregare, affidandosi alla Madonna e chiedendo che tutto vada bene.

Poche spinte e la bimba nasce sul letto dei genitori. Non piange subito. La nonna la mette a testa in giù e finalmente arriva il primo vagito. L’appoggiano sul petto di Veronica. In quel caos pieno di amore e tensione, nessuno sa bene come comportarsi: bisogna tagliare il cordone ombelicale? Luigi contatta il ginecologo: sono ormai passate le tre del mattino. Il dottor Valentino Miranda lo rassicura: se non viene tagliato subito, è anche meglio.

Nel frattempo arrivano l’ambulanza e un’automedica, medici e infermieri verificano rapidamente le condizioni di salute della mamma e della bambina, poi tagliano il cordone ombelicale. Le trasferiscono in ospedale, dove il personale sanitario conferma che entrambe stanno bene. Anche papà Luigi, emozionato e commosso, può finalmente tirare un sospiro di sollievo, insieme alla famiglia accorsa per dare una mano.

Ci incontriamo a casa della nonna paterna, Rosa. Ad accogliermi, oltre alla famiglia Salvatore al completo, c’è anche la giovane zia Angela. I sorrisi hanno ormai preso il posto della preoccupazione. La piccola Rosa dorme serena nel passeggino, mentre Angela succhia tranquilla il latte in braccio alla mamma.

Una bambina è nata in casa, senza la presenza di personale medico, e per grazia di Dio tutto è andato bene. «Penso che quando una persona non fa del male, quando si comporta bene e rispetta l’altro – per me l’elemento fondamentale è proprio il rispetto – riceve sempre del bene dalla vita», riflette Luigi.

La piccola Angela Salvatore è nata a San Valentino Torio, un comune che non dispone di un punto nascita. «L’ultima nascita in casa risale con molta probabilità a più di quarant’anni fa» ci ha detto il sindaco Michele Strianese.

Il papà, tra mille emozioni, ha dovuto recarsi più volte in Comune per registrare la nascita: proprio in quei giorni l’ufficio anagrafe era passato all’archivio digitale. Angela è stata la seconda bambina la cui nascita non è stata annotata sul vecchio registro cartaceo, ma inserita direttamente nel nuovo sistema. Oggi Rosa è già una sorella grande: se Angela piange, corre a chiamare la mamma; e quando qualcuno propone di portare la piccola a casa propria, risponde con un sorriso deciso: «No».

Tutto è bene quel che finisce bene. Tra paura e meraviglia, settembre ha portato nella casa dei Salvatore il dono più grande: la vita. In quell’istante, fragile e prezioso, si è percepita la carezza silenziosa di Dio, che guida e protegge sempre, anche nei giorni di incertezza. Un lieto fine che non è solo conclusione, ma promessa di speranza e amore eterno.

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