Il professore e il presepe

Quando l’arte del presepe diventa catechesi e le critiche si trasformano in gioia condivisa.
Eduardo De Filippo nella scena della costruzione del presepe in Natale in casa Cupiello – opera teatrale scritta nel 1931

Nelle mie parrocchie, in occasione del Natale, ho sempre curato l’allestimento del presepe, formando i presepisti e utilizzando la loro passione per l’arte come momento di catechesi per tutta la comunità.

Per allestire il presepe si iniziava con largo anticipo, per coltivare un’idea, elaborare un progetto e cominciare a reperire il materiale necessario. Si partiva già in estate, quando si ha più tempo, e anche perché, come saggiamente ricordava una brava persona del consiglio pastorale, l’ombrello non si compra quando piove.

Saggezza degli antichi!

Quell’anno avevamo scelto come tema pastorale la casa; e in parrocchia, di solito, tutto il cammino pastorale si costruiva intorno al tema annuale, con grande passione e fantasia; quindi anche il presepe.

I presepisti, sotto la bassa direzione del parroco, si cimentavano in un bel progetto di casa, direi abitabile; casa di Betlemme, casa del pane, casa di pace, casa di Nazareth, casa di Pietro. Alla fine, come sempre, si realizzò una bella opera e tanti venivano per visitare ed ascoltare le diverse catechesi. E molti, andando via, esclamavano: è bello qui perché respiriamo il senso del Natale!

Una mattina arrivò un professore, un po’ critico e un po’ distante dalla Chiesa. Ero lì con i presepisti alle ultime rifiniture. Il professore osservava attentamente, scrutava ogni dettaglio; vorrei dire che analizzò l’intero presepe, senza mai esprimere un giudizio, senza un moto di meraviglia o altro.

Dopo una lunga e attenta valutazione, si rivolse a me e disse: «Padre, bella opera, però le faccio notare che al tempo di Gesù non c’erano le tegole».

«Sì, lo so – risposi io di rimando -, è vero, le tegole non c’erano, ma gli sciocchi ci sono stati sempre».

Il professore se ne andò, e i presepisti, ridendo con gli occhi, mi ringraziarono: si sentirono apprezzati nel loro lavoro e continuarono aggiungendo al presepe l’angolo della speranza.

Iscriviti alla nostra newsletter per restare sempre aggiornato.

[yith_wcds_donations donation_amount="5|10|50" donation_amount_style="radio" show_extra_desc="on" extra_desc_label="Raccontaci perché vuoi sostenere Insieme, il giornale delle Buone Notizie!"]

Total
0
Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts