In occasione della Giornata dell’Adesione, monsignor Giuseppe Giudice ha inviato un messaggio al presidente Agostino Orefice e a tutti i soci dell’Azione Cattolica della diocesi di Nocera Inferiore-Sarno.
«Può essere educativo e indicativo, alla vigilia dell’8 dicembre, Solennità dell’Immacolata Concezione della Vergine e festa dell’Adesione, ripetere con Pietro, oggi Leone XIV: “Signore, è bello per noi essere qui!”».
Così si apre l’intervento del vescovo, con un riferimento al passo evangelico della Trasfigurazione (Mt 17, 1-9), che accompagna il nuovo anno associativo 2025-2026 e che, per il Pastore, diventa la chiave di lettura del cammino dell’Azione Cattolica e della vita ecclesiale.
Il pastore evidenzia come sia importante «essere con Pietro, essere nella Chiesa, essere nell’Associazione; essere qui, oggi, adesso, in questo tempo e in questa storia; essere da protagonisti della nostra Chiesa diocesana, semper reformanda, ma sempre da amare».
Il cuore è dove batte
«Mi insegnate che stare non sempre coincide con essere – sottolinea – perché il cuore è dove batte, non dove sta; e senza essere ed esserci, non possiamo stare e non riusciamo a starci».
Il messaggio prosegue invitando ciascuno a interrogarsi: se è davvero presente nella propria famiglia, nel lavoro o nella ricerca di esso, negli studi o nella professione, negli affetti e nelle relazioni; se vive pienamente la parrocchia e l’Associazione, o se invece rimane ai margini.
Non si tratta solo di stare, ma di esserci: non come un turista distratto e di passaggio, indifferente o scontento, ma come un pellegrino capace di seminare speranza.
La domanda centrale diventa allora se sappiamo condividere con gli altri – cum dividere – non solo la fede, la speranza e la carità, ma anche la fatica quotidiana dell’essere e del crescere.
Partendo da questa considerazione, il vescovo pone alcuni quesiti ai soci dell’Associazione: «Per condividere il tesoro della mia fede, so di essere nella mia vita, o semplicemente sto come un estraneo?».
Per il vescovo «essere è il problema, cioè esistere, uscendo dalle lande delle chiusure e degli schemi mentali, dando credito alla vita».
Trovare risposte non preconfezionate
Tutti interrogativi ai quali monsignor Giudice esorta i soci a trovare «risposte non preconfezionate, non usa e getta, ma alla scuola di chi ha esperienza e perciò testimonia».
Risposte che «solo ascoltando l’Altro sul monte della Trasfigurazione», dal quale «possiamo scendere per condividere con gli altri qualche goccia della Bellezza intravista» attraverso «Parola–Preghiera–Eucaristia».
Infine, nel messaggio il pastore ricorda che, attraverso la condivisione della gioia del Risorto, è possibile rendere le «Associazioni non recinti burocratici che si parlano addosso, ma oasi di relazioni, di speranza e di presenza». Rendere, dunque, le Associazioni parrocchiali luoghi dove è possibile «annunciare con una vita rinnovata, che è bello per noi essere, ed essere qui!».
Gianni Esposito
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