Il sindaco e l’ombrello 

Una lezione di unità per tutto il paese, vissuta nel rispetto dei ruoli e con il Signore al primo posto.

Primi anni del mio sacerdozio, come parroco eredito un paese letteralmente spaccato, diviso, soprattutto dal punto di vista politico. Due fazioni, pro e contro sindaco, si combattevano quotidianamente, fino a scegliere in parrocchia la postazione di due gruppi.

Mandato dal Vescovo a sostituire l’anziano parroco, mi trovo a gestire una situazione non semplice, che aveva creato fratture e fazioni nell’antico paese e bel borgo antico.

Che fare, come ricomporre l’unità e come evitare gesti divisivi? 

In questi casi, il miglior complice è sempre il Signore che, nella preghiera, suggerisce, aiuta e sostiene. La mia formazione ecclesiale a tutto tondo mi porta a lavorare puntualmente con tutti, iniziando sempre dai più piccoli, e piccoli in tutti i sensi. 

Quando i piccoli camminano insieme riescono a fare pace, e anche gli adulti cominciano a convertirsi al bene comune. Ma, in quell’occasione, il fossato era ampio e le sfilacciature molto evidenti, fino a toccare la sacrestia.

L’occasione il Signore me la offrì con la festa del Corpus Domini.

I soliti ben informati mi fecero sapere che secondo la tradizione era il sindaco a portare l’ombrello per il Santissimo durante la processione in paese. La cosa non mi andava bene, perché molti avrebbero letto una continuazione del si è sempre fatto così, autorizzando quasi la divisione in atto.

Signore, aiutami! Io ero piccolino, il sindaco di allora un omaccione e già questo mi sembrava imbarazzante e ridicolo in una processione; purtroppo questa motivazione non poteva essere sufficiente per un cambiamento. Alcuni anziani mi riferirono che esisteva in parrocchia un vecchio baldacchino per la processione, e ci volevano sei persone per accompagnare il Santissimo.

Ecco l’idea! Lo andai a scovare tra le cose vecchie, lo feci restaurare, ed eccolo pronto per fare festa al Signore. Gesù sacramentato quella sera uscì per le strade del paese sotto il baldacchino restaurato con sei giovani che lo accompagnavano.

Il sindaco, primo cittadino, com’è giusto che sia, era dietro al Santissimo, con la sua fascia e con il suo faccione, che ogni tanto cambiava colore. Ma il popolo capì e accolse la lezione; e fu una bella lezione di rispetto per il Signore e di rispetto tra le Istituzioni, di non invadenza, con l’attenzione a non ripetere gli errori di quando trono ed altare erano in confusione.

Sì, ognuno al proprio posto, nel rispetto del ruolo e senza confusione, ma da credenti, lasciando sempre e solo il primo posto al Signore, sorgente di unità, di pace e di speranza.

Che ti combina, a volte, un ombrello!

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