Nella cornice solenne della Cattedrale di San Prisco a Nocera Inferiore, ieri la diocesi ha inaugurato il nuovo anno liturgico-pastorale 2025/2026 con la recita dei Primi Vespri di Avvento, presieduti dal vescovo Giuseppe Giudice.
Un momento di preghiera che ha segnato ufficialmente l’avvio del cammino comunitario e che ha fatto da cornice alla presentazione del messaggio pastorale del presule.
Il vescovo Giudice ha invitato la Chiesa locale – «pellegrina in Nocera Inferiore-Sarno, colonna e sostegno della verità» – a vivere questo nuovo tratto di strada come un passaggio dal tempo straordinario dell’Anno Santo a un nuovo «tempo di grazia», aperto dal «portale dell’Avvento».


Educarsi all’attesa
Durante i Primi Vespri, il vescovo ha richiamato il valore dell’attesa e dello stupore della vigilia, dimensioni che introducono alla piena esperienza della festa cristiana, che trova nel mistero eucaristico la sua fonte e il suo culmine. A guidare il cammino è ancora l’episodio dei discepoli di Emmaus, narratori e testimoni dell’incontro con il Risorto.
I due verbi del cammino: narrare e riconoscere
Al centro del messaggio del vescovo Giudice ci sono due verbi che segnano il percorso pastorale: narrare e riconoscere.
Narrare significa riscoprire una catechesi che racconta la storia della salvezza e permette a ogni credente di scoprire la propria vita come parte di essa. Una narrazione che non addormenta, ma sveglia; che parla con bellezza e verità; che si rivolge ai piccoli con il linguaggio delle parabole. Da qui anche l’invito a non cercare scorciatoie nel cammino catechistico e a valorizzare il nuovo testo diocesano.
Dal narrare si passa poi al secondo verbo: riconoscere. Il vescovo spiega che per riconoscere Cristo serve l’«intelligenza della fede», dono dello Spirito agli umili. Occorre imparare a vederLo nella Scrittura, nell’Eucaristia, nelle vite fragili, nella povertà, nella culla e nella croce, per entrare nella luce del Mistero pasquale.
La voce di san Giovanni Crisostomo
La parte conclusiva del messaggio affida ai fedeli un testo vibrante di san Giovanni Crisostomo, che richiama la responsabilità verso i poveri come autentico modo di onorare il corpo di Cristo. Non basta adornare l’altare, se non si soccorre il Cristo che soffre nei fratelli: «Dio non ha bisogno di vasi d’oro, ma di anime d’oro».
Un monito forte, che chiude il messaggio richiamando la priorità evangelica della carità concreta.

Una Chiesa che cammina nella verità
Nella solennità della Cattedrale di San Prisco, l’avvio dell’anno pastorale e liturgico ha così assunto il volto di una Chiesa chiamata a raccontare la fede e a riconoscere Cristo nei segni del quotidiano, con lo sguardo rivolto verso la luce dell’Avvento.
«Vi benedico», ha concluso il vescovo, affidando alla comunità un nuovo tratto di cammino nella Parola, nell’Eucaristia e nell’amore verso i più fragili.
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